QUALIANO. Gentile Redazione, Vi invio per iscritto una mia riflessione profondamente meditata ma soprattutto, come vi renderete conto Voi stessi, dettata da un grande sconforto derivato dall’ormai insostenibile indiffferenza dei politici nei confronti dei commercianti.
Alle soglie del terzo millennio vi è un dilemma a cui dobbiamo dare giusto peso e considerazione, in un’epoca dove impera la tecnologia, dove fai tutto con il telecomando e dove con il telefonino mandi le foto ai parenti in Australia in tempo reale, vi sono delle realtà che rischiano di fare un passo indietro di almeno quarant’anni. Con la liberalizzazione del commercio, la cosiddetta “legge Bersani”, si è avuto un tracollo delle attività commerciali, soprattutto di quelle a conduzione familiare. Tale legge dà la facoltà a tutte le tipologie commerciali di osservare un orario di apertura libero e se è il caso di rinunciare al riposo settimanale. Tutto per sentirci “EUROPEI”, perchè bisogna assecondare l’ ECONOMIA GLOBALE.
In questo modo si è illusi i commercianti della possibilità di guadagnare di più e costretti a vedere le loro famiglie una volta al giorno, alla sera tardi, a mò di arresti domiciliari, con l’obbligo di dimora.
Alla stessa stregua anche gli ambulanti, solo che gli stessi si scelgono i posti migliori e vendono di tutto mentre l’amministrazione locale nicchia e pensa solo a penalizzare i commercianti con “servizi mediorientali” e tasse da “città evoluta”.
Non c’e stata mai una programmazione seria per il commercio se non quella di “Avellino”. Con questo modo di fare politica non ci sarà futuro per il commercio. No, non è pessimismo. E’ realismo. Siamo al punto di non ritorno.
Se i commercianti decidessero di vendere per strada, chi pagherebbe le tasse? Come sarebbe amministrata e gestita la “Città”.
I commercianti hanno una potenzialità che è stata sottovalutata dall’Amministrazione, ma la potenzialità di una collettività va indirizzata verso tragurdi certi e non a casaccio o come viene viene.
Personalmente ho deciso: tolgo il negozio, compro un furgone, vado al mercato a prendere la merce, mi scelgo il posto migliore e vendo tutto esentasse, prezzi bassi e la gente è contenta. Dal canto mio lavoro fino alle 14,00, vado a casa, pranzo, mi riposo ed il pomeriggio vado a fare shopping nei grossi centri commerciali dove non pago il parcheggio e mi diverto, così sono contenti anche i politici visto che sono stati loro ad avere gli interessi a farli nascere.
Se poi i vigili vengono a controllarmi (sotto Natale) e mi sequestrano la merce? Sarà quella la mia tassa annuale che dovrò pagare!
Addio IVA, INPS, IRPEF e quant’altro di putrido e inutile. Con i soldi dell’IVA vado con mia moglie a farmi un viaggio di una settimana ogni tre mesi. Con i soldi dell’INPS ogni tre anni mi cambio l’auto e con l’IRPEF vado a cena nel mio locale preferito. Con i soldi del fitto del locale commerciale mi faccio una polizza vita e previdenziale in modo che quando finirò di lavorare prenderò una bella pensione. Non avrò più bollette ENEL, TELECOM, ACQUA: con quei soldi ad agosto vado in vacanza in Sardegna; con la parcella del commercialista a fine anno mi rinnovo l’armadio comprando vestiti nuovi alla moda, con i soldi della TARSU mi compro un computer nuovo all’anno, sempre aggiornato e collegato ad internet. Con i soldi dell’INAIL faccio felici i miei figli e con quelli della Camera di Commercio pago un bollettino di c/c per fare un pò di beneficenza che non guasta mai, magari sotto Natale così siamo tutti più buoni.
Commercianti, pensate quante cose belle si possono fare da abusivi, con l’avvallo della Dormiente Amministrazione?!?
Nicola Rainone
Presidente ASCOM Qualiano
POLITICI QUALIANESI INSENSIBILI AI PROBLEMI DEI COMMERCIANTI
L’intervento di Nicola Rainone dell’ASCOM
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