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LE GRANDI DECISIONI RICHIEDONO MOLTO CORAGGIO
Tavoli e primarie.
Le scelte importanti
per il nostro futuro

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QUALIANO. Quando uno strumento è efficace produce sempre buoni risultati. Vale sempre e dovrebbe valere anche per la politica. Abbiamo assistito negli ultimi tempi, a Qualiano, alla formazione di tavoli politici al fine di trovare accordi, intese, ma soprattutto un candidato unitario di una coalizione, che potesse rappresentare le varie componenti. Benché gli sforzi siano stati tanti, non emergono purtroppo segnali positivi, anzi, da indiscrezioni pare che nel tavolo di centro sinistra, che vede i partiti del c.s. alleati con la lista dell’ex sindaco Galdiero, vi siano gia i primi scricchiolii. E’ difficile dunque trovare un accordo, non tanto sul programma, ma quanto per il candidato che guiderà la coalizione fino al voto amministrativo che si terrà tra qualche mese, dopo le politiche di aprile. “Soldati e generali” si confrontano, firmano verbali, lavorano sui programmi, mediano sui ruoli, ma quando viene il momento di decidere chi deve candidarsi per amministrare Qualiano per i prossimi cinque anni, nessuno è disposto a fare il famoso “passo indietro”. Eppure non più di tre mesi fa, il centro sinistra, si è dotato di uno strumento “risolutivo”, lo hanno dimostrato gli elettori che si sono recati alle urna, scegliendo il candidato premier proprio attraverso le primarie. Perfino nella Casa delle libertà, in alcuni comuni d’Italia, si sta utilizzando il metodo delle primarie per scegliere il candidato a sindaco e quanto è accaduto a Villaricca n’è la prova, il candidato di An, Pina Cavaliere ha prevalso sullo sfidante Mimmo Palladino, legato ad una lista civica. Il tutto è avvenuto con la massima trasparenza e la soddisfazione di entrambi. Una grande lezione di democrazia oserei dire, perché le analogie con il nostro paese sono tante, una fra tutte è la situazione di netta minoranza della Cdl nei confronti del centro sinistra, che nello scenario qualianese risulta invertito. Gli ottimi risultati prodotti in entrambi gli schieramenti nelle varie esperienze finora condotte, dovrebbe indurre le parti ad utilizzare le primarie come strumento di coesione, ovvero, quello che fino ad oggi, i tavoli non hanno saputo produrre. Vi sono tanti cittadini liberi nel nostro paese, il cui voto non è vincolato a nessuna promessa o favore ricevuto e loro sentono di potersi esprimere con la massima serenità, nelle scelte importanti del loro futuro e hanno il timore che un candidato “imposto”, potrebbe non rispettare la loro stessa volontà. Sarebbe un segnale forte da parte dei politici verso quelle persone, privati cittadini oppure appartenenti alle categorie produttive, i commercianti in primis, che chiedono serietà e trasparenza nelle scelte importanti, lo sfogo di Nicola Rainone (Ascom) pubblicato qualche giorno fa, n’è la prova. Le grandi decisioni, dunque, richiedono molto coraggio e l’unico interesse da parte di tutti, dovrebbe essere solo ed unicamente il bene del paese e nient’altro.

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