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lunedì, Maggio 23, 2022
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«L’ERA SCHIANO E’ DAVVERO FINITA»


«Illustrissimo e magnifico ex sindaco dott. Michele Schiano di Visconti,

corre voce che, in questa ultima settimana di campagna elettorale, Lei stia di nuovo andando nelle case degli elettori/cittadini per procacciare i voti necessari affinché il suo candidato sindaco possa giocarsi la partita contro Galdiero. Lasci stare. Gli elettori già hanno deciso. Ma non su chi debba essere il primo cittadino. Ci mancherebbe. C’è ancora il ballottaggio da fare. Gli elettori però con il loro voto al primo turno hanno già deciso il Suo destino politico, ma sopratutto hanno dato un giudizio chiaro su quello che politicamente Lei rappresenta ed ha rappresentato per questa città. A questo punto nutro seri dubbi sulle informazioni in suo possesso e sulle ragioni per le quali Lei continua ad affannarsi così tanto. Comunque, se permette, Le faccio un breve sunto del risultato uscito dalle urne qualianesi il 28 e 29 maggio scorso. Michele Schiano in queste elezioni è stato sonoramente bocciato. Lei caro ex sindaco ha avuto solo una manciata di voti, giusto per continuare a galleggiare per i prossimi 5 anni e ricordare a tutti che le elezioni sono andate un disastro. Lei, suo malgrado, sarà la testimonianza vivente in consiglio comunale del fallimento della politica del centro destra. Come d’incanto gli elettori Le hanno trasformato il vecchio trono in una normale e scomoda sedia. La gente ha rifiutato “in toto” la duplice veste con la quale si è voluto forzatamente accreditare verso la “massa elettorale” e cioè quella di Capo Supermo e nuovo tutor della Casa delle Libertà. Qualiano ha detto basta a dieci anni di malgoverno ed allo “schianismo” imperante. Qualiano ha detto basta alla politica tutta “tarallucci e vino”. Fossi in Mario Cacciapuoti ci penserei bene prima di spedirla nella case dei qualianesi per richiedere voti conto terzi. Può essere controproducente..



Le ultime cartucce
. In questi ultimi giorni di campagna elettorale Lei e i tanti personaggi della Sua coalizione, stanno calando sul tavolo della politica l’ultima e disperata carta per non affondare definitivamente. Ma è l’ennesimo bluff. State sparando solo le ultime cartucce (a salve) rimaste ancora nel caricatore. Proprio in questi giorni Lei sta impostando tutta la propaganda elettorale sulla coerenza politica e sulla simbologia dei logos che essa conserva e rappresenta. Mistificazioni signor ex sindaco. Solo spudorate mistificazioni. Mi consenta, ma le Sue sono solo le ultime distorsioni di un personaggio giunto ormai al capolinea della sua lunga e circoscritta carriera politica. Nascondersi dietro ai simboli dei partiti e rivendicare i concetti di appartenenza e coerenza è veramente grottesco. Sembra proprio l’ultima ed inadeguata difesa in attesa che lo tsunami elettorale si abbatta sul centro destra qualianese e lo spazzi via definitivamente. Ci saranno almeno qualche centinaio di ragioni valide per non votare Mario Cacciapuoti ed il centro destra. Lei caro ex sindaco, insieme ai tanti cortigiani e mercenari che affollano la corte di Scialone II, potevate almeno trovare qualche ragione più seria per invitare gli elettori a ri-votarvi dopo dieci anni. Rivendicare orgogliosamente logos, partiti e senso di appartenenza risulta inefficace ed improduttivo. Qualiano, con il voto del primo turno, ha già deciso di spazzare via il marciume partitico che ha amministrato la città che ancora oggi cerca di nascondersi dietro i simboli.


Messaggi chiari e fumanti macerie. Mi permetto altresì di ricordarLe che questo è solo l’ultimo di una serie di macroscopici errori, soprattutto in “chiave comunicativa”, che Lei (e la sua coalizione) ha commesso in queste elezioni comunali. L’ufficio “Propaganda ed Affini” del centro destra ha “partorito” uno slogan che già prima della lunga maratona elettorale, ha rappresentato un preludio all’aborto (elettorale) finale. Lo slogan recitava (e recita) così : “Un nuovo centro destra è possibile”. Questa frase è stata una implicita ammissione di colpa ed ha lanciato un messaggio chiaro ed inequivocabile ad avversari ed elettori. In pratica si è sostenuto che il vecchio centro destra è ormai morto e putrefatto, quindi c’è bisogno di ricostruirne uno nuovo di zecca. Già proprio “ricostruire” è il termine giusto. Ricostruire perché dieci anni di centro destra sono stati letali per questa città . Lei caro ex sindaco, come già le ho scritto nella precedente missiva, ha lasciato solo macerie. Fumo e macerie. Adesso bisogna partire da capo e ricostruire tutto. Bisogna ricostruire dignità e speranze di una intera comunità, ma bisogna ricostruire soprattutto la fiducia dei cittadini verso le istituzioni. Caro Michele, la Sua (presunta) scaltrezza politica ha prodotto solo risultati disastrosi per questa città Bisogna recuperare un gap politico ed amministrativo lungo dieci anni. Fortunatamente questo paese non ha avuto solo i professionisti della politica, ma ha risorse umane e capacità intellettuali per risollevarsi e continuare ad essere una città normale, non più gravata da una classe politica spregiudicata, inadeguata e dannosa per gli interessi collettivi. Mi permetto, per chiudere questa mia lettera, di darLe un ultimo amichevole consiglio. Stia comodo in questi ultimi giorni di campagna elettorale. Non si affanni troppo a cercare voti e consensi per Mario Cacciapuoti. Faccia in modo che la storia politica di questa città segua il suo naturale percorso. Si faccia da parte e la lasci passare. Ne gioverebbe anche Lei».


Cordialmente.


PP

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