HomeAttualità e SocietàMARATONA DI NEW YORK: «UN SOGNO LUNGO 26 MIGLIA». PARLA STEFANO SGARIGLIA

MARATONA DI NEW YORK: «UN SOGNO LUNGO 26 MIGLIA». PARLA STEFANO SGARIGLIA

PUBBLICITÀ

La settimana scorsa ha avuto luogo la nota maratona della città di New York. Alla maratona, tra i numerosi nomi noti dello sport, hanno preso parte sei qualianesi tra cui il presidente della Podistica Qualiano, Stefano Sgariglia. A Stefano abbiamo rivolto alcune domande.

Caro Stefano, Internapoli ha da sempre seguito da vicino le tue tappe podistiche, tra cui l’organizzazione dell’evento “Corri per la Pace” che ha portato a Qualiano atleti da tutta Italia. Indiscutibile, quindi, per te l’importanza dello sport i generale e della corsa, nello specifico. New York rappresenta una tappa notevole,punto d’arrivo per molti ma per te di sicuro punto di partenza..

La maratona di New York è il sogno di ogni podista. È entrambe le cose: è un punto d’arrivo e un punto di partenza. Si dice che sia la più bella maratona del mondo, per l’organizzazione, il percorso, i partecipanti, ed è così. Affascina ogni atleta. Per quanto mi riguarda si tratta di un desiderio che mi portavo dentro da anni ed è diventato realtà. Pur non essendo mai stato a New York mi sono sentito a casa, un po’ perché via cavo New York la conoscevo già e soprattutto perché l’ospitalità americana mi ha fatto sentire a mio agio. Tutto quello che c’era da vedere l’ho visto: Madison Square Garden, l’Empire State Building, il ponte di Brooklin. La cosa che mi ha colpito di più è stata la grandezza della grande mela. È tutto enorme lì.

PUBBLICITÀ

Per quanto concerne l’aspetto sportivo?

Beh ho visto tanti atleti provenienti da tutte le parti del mondo. Ci siamo allenati a Central Park e la mattina della maratona siamo stati portati al ponte di Terrazzano ed eravamo in 38.000 ad attendere il fatidico colpo di cannone che segnasse l’inizio della gara, il tutto accompagnato da un sottofondo di New York New York cantata da Frank Sinatra. Più che una gara è stata una visita a piedi della città. Mi ha colpito il tifo degli americani, continuo per 26 miglia, cioè 42 kilometri. Saranno stati più di 100.000 ed incoraggiavano noi italiani. Dal punto di vista tecnico è stata dura: i saliscendi non ci hanno permesso di tenere un’andatura costante; dovevamo ridurre in salita ed accelerare in discesa. Ma noi sei Qualianesi abbiamo fatto onore a questo sport ed a Qualiano: il primo del nostro gruppo si è classificato tra i primi 550; io tra i primi 3.150 e gli altri quattro tra i primi 10.000.

So che il sindaco Galdiero vi ha ricevuti prima della partenza e vi ha consegnato un omaggio da inviare a Mr. Bloomberg, sindaco di New York.

Il nostro sindaco ci ha consegnato una lettera per il sindaco Bloomberg in cui invitava il major
Ad una sorta di gemellaggio propugnandogli ideali di pace che a noi tutti stanno a cuore, ringraziandolo per averci ospitati. Come concreto omaggio abbiamo portato da parte del nostro sindaco il gagliardetto del comune di Qualiano con la torre di Santa Chiara, l’effige della Santa e la nostra quaglia.

Alla maratona hanno preso parte nomi altisonanti come il campione olimpico Stefano Baldini, che si è classificato sesto; il keniano Tergat, terzo in arrivo. Quest’anno poi ha visto la vittoria a sorpresa del brasiliano Marilson Gomes dos Santos. Sarà stata una forte emozione gareggiare accanto a questi “mostri sacri” dello sport.

Per me sono idoli irraggiungibili. Come per un calciatore che gioca nei dilettanti sarebbe un’emozione giocare al fianco di Totti o di Del Piero, con la differenza che il giovane calciatore può emularli ma…noi siamo un po’ più avanti negli anni rispetto a Baldini, a Tergat o a Leone, il vincitore della maratona del 1996. Non corriamo contro di loro, loro sono davvero dei mostri sacri. Ognuno di noi corre per passione e per migliorare i nostri tempi, quel secondo in meno per battere i nostri personali record. L’emozione più grande è stato vedere quell’enorme pallone aerostatico con la scritta Finish. Ho pianto, e mi accade raramente, dinanzi al pallone del traguardo. Ora posso dire di aver preso parte alla maratona di New York. Potrò raccontarlo ai miei figli e ai figli dei miei figli.

Stefano, finalmente una bella notizia per Qualiano che in questi giorni è alla ribalta, con i diversi comuni dell’ hinterland, soprattutto per la cronaca nera.

Si, in effetti, ultimamente le belle notizie non fioccano in abbondanza. Ma Qualiano ha molte qualità positive, e la partecipazione di sei dei nostri atleti alla grande maratona di New York è solo un esempio. C’è dell’altro e bisogna saperlo valorizzare, valorizzare le nostre qualità, a livello territoriale, sociale, umano.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ