HomeAttualità e Società«PANICOCOLI. UNDICI STORIE DI PROVINCIA» DOMANI LA PRESENTAZIONE

«PANICOCOLI. UNDICI STORIE DI PROVINCIA» DOMANI LA PRESENTAZIONE

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Quando Dora Amato, nel corso di uno degli incontri di presentazione di Panicocoli, si è rammaricata per il fatto che l’autore, Antonio Cacciapuoti, sia andato via da Villaricca per stabilirsi a Napoli, in via Aniello Falcone, abbiamo paradossalmente pensato che sia invece accaduto il contrario.
È stato il suo paese ad abbandonare Cacciapuoti, come del resto è accaduto e accade per tutti quei centri di provincia che, inglobati dalla forza di attrazione delle vicine grandi città, tendono a perdere la loro identità e ad affievolire negli abitanti quel senso di appartenenza che tiene legati alla propria terra.
Il fenomeno, tipico dei comuni satelliti che vedono annullarsi del tutto le già esigue interruzioni di continuità con i centri maggiori, venendo a costituire con questi un’unica immensa ed indistinta megalopoli, la cosiddetta “città metropolitana”, va contagiando, anche se in misura minore, persino paesi lontani dalle città, poiché l’avanzante globalizzazione tende a cancellare con le distanze anche tradizioni e costumi locali, rendendo simili abitudini di vita, di lavoro, di consumo e di svago in ogni parte del mondo.
La crisi di identità, caratteristica di molti comuni minori è stata accelerata ed aggravata nei comuni a nord di Napoli da macroscopici errori di programmazione economica ed urbanistica che, dopo gli anni ‘50, hanno fatto inseguire miraggi di sviluppo industriale, distruggendo attività agricole ed artigianali e segnando una involuzione socioeconomica nella vita delle locali popolazioni.
E i personaggi delle storie di provincia narrate da Cacciapuoti sono quasi tutti più o meno vittime di queste scelte sbagliate, fatalisticamente subìte da ognuno di loro, espulsi di volta in volta dal tessuto produttivo-esistenziale, prima per lo svuotamento delle campagne, poi per l’atrofizzazione delle nuove prospettive di crescita industriale che avrebbero dovuto compensare l’abbandono delle originarie attività.
Le undici storie di Panicocoli (Kairós edizioni, pp.194, € 10) potrebbero essere localizzate indifferentemente in uno dei tanti paesi della provincia di Napoli, teatro degli squilibri determinati da fenomeni di degrado economico e territoriale, oggi anche sociale, comunissimi nell’area a nord del capoluogo, popolati di persone umili ed oneste che intrecciavano la propria esistenza, sottolinea l’Autore nella sua introduzione, “con il vivere quotidiano di milioni di individui come loro” che hanno fatto la storia del Sud nel secolo scorso.
Cacciapuoti fa rivivere, attraverso i suoi personaggi, tradizioni e modi di dire dialettali perfettamente inseriti nel contesto narrativo, facendo trasparire con efficacia le pure esistenti differenze di classe nel confronto di parallele storie ed esperienze di vita. Restituisce dignità e dà voce ai meno abbienti e ai più derelitti, colpiti, di caso in caso, da sventure e stravolgimenti di fortuna, determinati talvolta dallo stesso avanzare di un progresso dal quale restano esclusi.
Con le undici storie rivive così la stessa memoria dell’antico casale, al quale nel 1871, per l’eccesso d’amore del sindaco dell’epoca, fu tolto l’originario toponimo, volendo presagire per Villaricca (Borgosano proponevano alcuni) una nuova promettente identità che, come per altri centri dell’entroterra napoletano, non si è mai realizzata, nonostante la progressiva distruzione di quella vecchia.
Il prossimo incontro con l’autore è per questa sera, ore 18, alla Fnac in via Luca Giordano, Napoli. Ci saranno anche Victoriano Papa, Sergio Lambiase , Annella Prisco e Maurizio Sibilio. Brani da Panecocoli saranno letti da Maria Rosaria Riccio.

Antonio Pisanti

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