L’sos è stato lanciato da Pozzuoli e Procida: nel piatto troppi prodotti esteri e gli operatori ittici sono pronti a bloccare la pesca proprio nei giorni delle festività natalizie. La minaccia è forte, se venisse applicata, il pesce del golfo di Napoli potrebbe essere il grande assente dai menù delle feste, per far posto ai prodotti esteri. I pescatori che fanno capo all’associazione Adiri e quelli del sodalizio puteolano, hanno dichiarato lo stato di agitazione.
Ma sul tavolo c’è anche un’ipotesi di protesta più dura: assieme allo sciopero della pesca gli operatori potrebbero “occupare” alcuni porti, paralizzando i trasporti marittimi. I promotori dell’agitazione che rappresentano circa 900 famiglie, spiegano le ragioni della loro protesta in tre punti salienti: il primo riguarda il progetto dell’area marittima protetta, il Regno di Nettuno (riserva marina estesa proposta dal Ministero dell’Ambiente che andrebbe da Procida a Cuma) che ucciderebbe il comparto. Il secondo motivo riguarda la situazione porti, dove gli operatori del settore sarebbero continuamente multati perché in mancanza di posti assegnati, lascerebbero le reti selle banchine. Il terzo problema riguarda la commercializzazione: il mercato di Pozzuoli è l’unico ad avere un punto di sbarco in tutto il napoletano. E proprio qui i pescatori sostengono di subire la batosta più forte dai fornitori che provengono da fuori regione o dall’estero.
La Regione Campania ha tempestivamente raccolto l’appello dei pescatori, i quali saranno contatti dall’assessore delle Attività produttive per un incontro che faccia il punto sui problemi della categoria e sulle possibili soluzioni. Speriamo che l’incontro avvenga prima possibile, almeno per vedere le nostre tavole imbandite per il cenone di Natale.


