HomeAttualità e SocietàAllarme bullismo, il branco è donna

Allarme bullismo, il branco è donna

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Per intimorire le compagne non usano la forza ma il potere. Diffondono pettegolezzi, non le invitano alle feste, le escludono dal gruppo perché «non alla moda» e spingono gli altri a deriderle e insultarle. È un fenomeno purtroppo noto, quello del bullismo. Ora si scopre che dilaga anche tra le ragazze. Anzi, che è diventato «un fenomeno più forte del bullismo violento dei maschi perché – spiega il dottor Giorgio Di Lauro, direttore del dipartimento di prevenzione delle dipendenze dell’Asl 2 – gli episodi tra le ragazze sono più ricorrenti e hanno conseguenze ugualmente negative». Ragazze contro. Ma chi sono le vittime del branco? «Quelle ragazzine – spiega Di Lauro – che non vestono griffato, che non si truccano in un certo modo, che non sono insomma abbastanza alla moda, oppure che hanno qualche chilo in più e, ovviamente, quelle che non hanno sviluppato una forte identità e sono quindi più fragili. Vengono canzonate ed è facile che diventino bulimiche oppure anoressiche, per fare un esempio molto comune delle possibili conseguenze». L’Asl 2 ha condotto un’indagine-pilota nella scuola Diaz di Monterusciello, a Pozzuoli, facendo compilare un questionario a 65 ragazzi di prima media, di 11 e 12 anni, ma soltanto dopo aver coinvolto nella riflessione sul bullismo i ragazzi più grandi attraverso la «peer education», individuando cioè i «leader tra i pari» del gruppo scolastico che esercitano un più forte «appeal» sui loro coetanei. I risultati dell’indagine danno l’idea di quanto siano diffuse le prevaricazioni tra compagni di classe (all’interno della scuola si verificano, tra l’altro, la metà degli episodi denunciati nei questionari): il 35,4% del campione dice che gli capita di non sentirsi accettato; il 58,5% conosce qualcuno che ha subito prepotenze, e cioè insulti, minacce, calci, pugni, o che è stato rinchiuso nel bagno; il 55,3% conosce anche qualcuno che ha fatto prepotenze, ma prevale l’omertà (o la complicità) tra compagni: vale a dire, solo il 47,7% (quindi meno della metà) del campione rivela qual è la classe frequentata dal ragazzo o dai ragazzi prepotenti. E ancora: con quale frequenza si assiste a questi episodi? Una volta nell’ultimo mese ha risposto il 6% dei ragazzi, due volte ha detto l’11%; molti altri hanno, però, preferito non rispondere, mentre per il 22% gli episodi sono stati più di tre in trenta giorni, e un due per cento di questi ragazzi subisce l’aggressività dei compagni praticamente sempre: un giorno sì e uno no. Tuttavia, soltanto attraverso i colloqui guidati da psicologi e sociologi dell’Asl, è stato possibile evidenziare l’altra faccia della stessa medaglia. «L’esclusione tra ragazze – chiarisce il dottor Di Lauro – è, infatti, un vero e proprio modo di porsi: è fondamentale innanzitutto ottenere la presa di coscienza della prevaricazione». Dal 18 settembre, l’Asl darà il via a un primo progetto di prevenzione del bullismo in alcune scuole dell’obbligo di Mugnano, Villaricca, Melito, Qualiano, Calvizzano e Marano e alla Diaz di Pozzuoli, coinvolgendo un migliaio di adolescenti. In molte di queste realtà, gli interventi sono stati sollecitati dai servizi sociali e quindi dai Comuni che hanno lanciato un Sos all’Asl sul fenomeno della microcriminalità diffusa tra i minori, e provveduto anche a inserire gli interventi nel Piano di zona, stanziando fondi (in tutto, circa 45 mila euro) per la prevenzione e il recupero.



maria pirro – il mattino 9 ottobre 2006

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