La corsa contro il tempo per rimuovere i cumuli d’immondizia ingaggiata dal Comune di Napoli non è andata a buon fine. Nella notte dell’ultimo dell’anno i sacchetti lasciati in strada sono diventati il bersaglio di botti e fuochi artificiali. Inevitabili i roghi accessi in mezza città, che hanno sprigionato in cielo pericolose diossine inquinando ancor di più la già nefasta aria di Napoli. Già Giovedì scorso, un doppio sforamento dei valori relativi alle polveri sottili, aveva fatto scattare l’allarme: il nuovo anno si aprirà certamente con altri blocchi della circolazione delle automobili.
A pagare le conseguenze maggiori dell’emergenza rifiuti, soprattutto nelle ultime ore dell’anno passato, sono state le strade della periferia. Roghi si sono registrati un po’ dovunque. Tra Napoli e provincia si sono contati cinquantotto interventi da parte dei vigili del fuoco, costretti a un vero e proprio tour de force. Sono state soprattutto la provincia e la periferia di Napoli le zone più colpite. La maggior parte degli incendi si sono, infatti, verificati a Pianura, Quarto, Melito, a Ponticelli e San Giorgio a Cremano. Anche nel quartiere flegreo di Fuorigrotta dove intere strade erano sommerse da cumuli di immondizia, rendendo problematico persino il transito delle auto, si è visto uno scenario apocalittico. E tutto questo mentre nel salotto di Napoli, piazza del Plebiscito, Massimo Ranieri dava il via alla festa per salutare il 2007, kermesse partenopea costata, secondo i dati forniti da Dario Scalabrini, amministratore dell’Ente Provinciale del Turismo di Napoli, 600mila euro.
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