HomeAttualità e SocietàIL FUOCARAZZO: SAPORI TIPICI E FOLKLORE ALLA MASSERIA DI SANT’ANTUONO

IL FUOCARAZZO: SAPORI TIPICI E FOLKLORE ALLA MASSERIA DI SANT’ANTUONO

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Dalla tammorra ai prodotti tipici della gastronomia locale, passando per un finto prete che elargiva finte benedizioni accompagnato da filastrocche popolari: c’era di tutto alla Masseria Sant’Antuono, e tutto trovava il suo giusto posto.
Alle ore 20 l’originale prelato si apprestava ad una particolare “benedizione” degli animali domestici, di cui Santo Antonio Abate è il protettore, per proseguire con l’accensione del tanto atteso “fuocarazzo”.
La folla, più di trecento persone, intorno al fuoco, cercava di farsi strada attirata dai suoni tipici della tammorra, del flauto e del “Fischiariello” che contraddistingue la tammurriata giuglianese. Ad allietare la saga musicale un gruppo di ballerini che a tempo di musica, muovendosi intorno al fuoco, intervallavano passi e grida canore, come impone la tradizionale danza.
Il menù della cena, servita nelle sale interne della masseria, spaziava dai rustici alla zuppa di fagioli e secondo di carne per completare con dolci carnevaleschi.
All’assaggio dei prodotti serviti, si affiancava continuamente l’ingresso festoso dell’«allegra compagnia»: i musici e il finto religioso ricomparivano di tanto in tanto, coinvolgendo in danze, canti e sciarade, il pubblico presente.

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