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STADI CHIUSI: A RISCHIO IL SAN PAOLO, SI TEME ANCHE PER IL DE CRISTOFARO

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«Gli stadi non a norma resteranno chiusi» è l’annuncio del Governo che poche ore fa ha confermato la linea dura nei confronti degli Ultras violenti. Le Squadre di calcio dalla serie A fino alla serie D rischiano di giocare fino alla fine del campionato, per la maggior parte delle partite, in stadi vuoti. Sono poche infatti le strutture a norma con il noto decreto Pisanu, varato dallo scorso governo ma mai del tutto applicato. Biglietti nominativi, posti numerati, tornelli ai varchi d’accesso, sicurezza privata e videosorveglianza sono solo alcune delle misure restrittive che gli stadi d’Italia dovranno adottare per consentire l’accesso ai tifosi. Norme rigorose ma indispensabili, è opinione comune tra politici di qualsiasi schieramento e larga parte dei cittadini. Ma quali sono gli stadi in Italia che potranno aprire le porte ai tifosi gia dalle prossime partite di calcio? In virtù dell’applicazione del Decreto a partire da una capienza di 10mila spettatori, maggiormente a rischio sono gli stadi di serie A e B, ma se la soglia minima dovesse scendere a 6.500 spettatori come ha annunciato stamattina il ministro Amato, il rischio chiusura potrebbe coinvolgere anche quelli di C e D. Tra i principali stadi d’Italia se ne salverebbero solo sei: Roma, Torino, Genova, Siena, Messina e Palermo. Per molti altri ci sarebbero lavori di adeguamento da realizzare, è il caso di: Milano, Reggio Calabria, Cagliari, Bologna, Parma, Empoli, Livorno, Firenze, Vicenza, Treviso, Verona e Udine. Situazione a rischio anche a Napoli, l’impianto di Fuorigrotta è tra quelli che maggiormente rischiano la chiusura, in quanto non idonei ad ospitare eventi calcistici, in base alle norme del decreto e il sopralluogo per verificare lo stato di attuazione delle norme di sicurezza effettuato ieri alla presenza del Questore Oscar Fiorilli e il prefetto Pansa, non ha dato gli esiti sperati. Analoga situazione anche allo stadio De Cristofaro di Giugliano, dove nonostante la recente consegna dei lavori per l’ampliamento e la ristrutturazione, non risultano attuate le norme di sicurezza previste dal decreto, con il conseguente rischio di chiusura nel caso in cui la soglia minima di spettatori dovesse essere confermata a 6.500. «Fino ad oggi l’idoneità del De Cristofaro veniva rinnovata settimana dopo settimana dopo attenta verifica da parte degli organi di polizia – afferma l’assessore allo sport del Comune di Giugliano Renata Ruggi – non sappiamo se alla prossima verifica lo stadio otterrà l’idoneità richiesta e possiamo affermare che il De Cristoforo non rispetta le normative di sicurezza previste ad esempio per gli stadi di seria A e B, ma se la soglia minima dovesse restare invariata a 10mila spettatori e non vi saranno mutazioni nello “stato” dell’intera struttura sportiva dall’ultima verifica effettuata, il Giugliano – conclude – ha buone chance di giocare la prossima partita “in casa” alla presenza dei propri sostenitori».

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