Gentile redazione di InterNapoli, volevo sottoporre all’attenzione dei lettori una sentenza del Consiglio di Stato sez. VI del 23 aprile del 2002 n. 2199 che ha condannato 17 compagnie assicurative ad una multa pari a 700 miliardi delle vecchie lire, perché avevano costituito un accordo di cartello per impedire e falsare la libertà di concorrenza tra le compagnie assicurative. Lo scambio di informazioni tra compagnie assicuratrici, aventi ad oggetto i premi commerciali e le condizioni contrattuali da applicare ai consumatori, costituisce un’intesa restrittiva della concorrenza e una pratica concordata di vendita congiunta di polizze.
Le società assicurative che sono state condannate al risarcimento sono: Generali, Assitalia, Axa, Lloyd Adriatico, Milano, Sai, Reale Mutua, Toro, Unipol, Winterthur, Zurigo, Ras, Helvetia, Azuri Italia, Allianz Sub Alpina, Fondiaria, Gan.
I giudici aditi stanno provvedendo nel condannare le compagnie assicurative per restituire il 20% del premio assicurativo pagato per le polizze RCA dal 1995 al 2000. I termini per la prescrizione sono brevissimi, ed è possibile richiedere il recupero delle somme entro e non oltre la fine di febbraio 2007. Basta procurarsi gli attestati di pagamento delle polizze RCA rilasciate negli anni 1995 – 1996 – 1997 – 1998 – 1999 – 2000. Senza tali documenti non è possibile richiedere il recupero del 20% del premio pagato per le polizze assicurative.
Tutto ciò evidenzia che siamo sempre in Italia, nel paese dove “Potenti” fanno il bello ed il cattivo tempo, e sebbene condannati non hanno sentito alcun obbligo nei confronti del cittadino consumatore che ha subito il danno. Ne vi è stato un provvedimento legislativo che abbia tutelato il consumatore ordinando la restituzione del mal tolto.
L’unica strada per poter ottenere il rimborso di quanto indebitamente pagato è quella di adire il magistrato competente. Chi è in possesso di tali attestati può rivolgersi entro febbraio 2007 ad un avvocato per procedere al recupero che non comporterà spese ulteriori per il richiedente.
Avv. Andrea Pianese
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