Aurelio De Laurentiis, protagonista al Racing Show e ai Gazzetta Sports Awards 2025, si presenta non solo come presidente del Napoli, ma come imprenditore visionario. Dal palco rilancia idee che superano il perimetro sportivo e investono il futuro della città. La sua critica al sistema calcistico italiano, definito “troppo seduto sulle proprie poltrone”, è il punto di partenza di una riflessione più ampia: innovare significa rischiare e mettersi in discussione, anche quando questo genera scomodità e polemiche. Per De Laurentiis, Napoli deve smettere di accontentarsi e ritrovare quella centralità nel Mediterraneo che storicamente le appartiene.
La suggestione della Formula1: un progetto, non solo un sogno
Tra le provocazioni più eclatanti, il presidente rilancia l’ idea di portare la Formula1 a Napoli. Un’ idea che risale al 2004, quando appena insediato alla guida del club parlò con entusiasmo della possibilità di trasformare la città in uno scenario motoristico di livello mondiale. Il suo discorso va ben oltre l’ immaginazione; De Laurentiis descrive un circuito che attraversa luoghi iconici come la Costiera Sorrentina, il Vesuvio, Capri, la Costa Flegrea, Pompei ed Ercolano. Una geografia naturale che, a suo dire, dire supererebbe persino il fascino di Montecarlo. Sottolinea inoltre come, con le tecnologie moderne, Napoli potrebbe offrire uno spettacolo senza eguali, con la possibilità di creare un tracciato diverso ogni anno. Non nascondendo la sua predilezione per la Formula1 rispetto alla Formula E , che considera meno emozionante per l’ assenza del “rombo” dei motori, elemento che definisce parte del sogno e dell’ immagine collettivo.
Dal Maradona al nuovo stadio: la sfida delle infrastrutture
De Laurentiis ribadisce la necessità di abbattere l’ attuale Stadio Diego Armando Maradona e costruirne uno nuovo, moderno e funzionale. Porta un confronto impietoso: mentre San Siro incassa 14 milioni in una semifinale di Champions, il Napoli si è fermato a poco più di un milione nell’ ultima partita europea. Una forbice che, secondo lui, racconta la distanza infrastrutture tra Napoli e le grandi realtà calcistiche europee. Critica apertamente il Comune per la scarsa partecipazione economica e strutturale e non esita a definire lo stadio “un cesso”, sottolineando la presenza di servizi non all’ altezza di un impianto moderno, come i bagni condivisi. Il nuovo stadio, insieme al centro sportivo che intende costruire nei prossimi anni, sarebbe la base per portare il club e la città a un livello superiore.
Napoli capitale del Mediterraneo
La riflessione di De Laurentiis culmina in un concetto chiave: Napoli deve smettere di vivere ai margini e ritrovare la sua vocazione di capitale mediterranea. Per farlo servono coraggio, unità e ambizione Politica, imprenditoria e istituzione devono lavorare insieme, superando divisioni e resistenze. Il presidente lancia così un messaggio che è insieme una sfida e un appello: Napoli può e deve diventare un ponte tra cultura, sport, turismo e innovazione. Il futuro, secondo De Laurentiis, non si costruisce restando fermi, ma correndo magari più veloce degli altri.


