Allarme a Grumo Nevano, mamma affetta da sospetta meningite

E’ di Grumo Nevano la donna che è ricoverata all’ospedale Cotugno per una sospetta meningite. La giovane mamma, dopo una prima visita al Moscati di Aversa, è stata trasferita prima presso l’ospedale di Caserta, successivamente al Cardarelli dove i sanitari, probabilmente essendosi resi conto  della gravità della situazione l’avrebbero indirizzata al Cotugno. Ricoverata d’urgenza la giovane è stata trasferita presso il reparto di rianimazione dove è tutt’ora ricoverata ed intubata, e si dovranno attendere almeno altre 48 ore per vedere se la terapia somministrata le sta apportando beneficio. Allarme a Grumo Nevano dove l’Amministrazione è in contatto con l’Asl competente.

Al pronto soccorso dell’Ospedale dei colli è stata infine ricoverata in rianimazione e in prognosi riservata. Immediatamente intubata è stato praticato un protocollo che fa del Cotugno uno degli ospedali con le maggiori percentuali di sopravvivenza in queste patologie. La recrudescenza dei casi di meningite in Campania pur non destando allarmi è preoccupante e secondo gli infettivologi si correla da un lato con il clima rigido nei mesi più freddi dell’inverno e dall’altro con il particolare andamento dell’epidemia influenzale che quest’anno è durata più a lungo e una bassa copertura vaccinale. Una ragione in più per tenere alta la guardia sia proseguendo con le vaccinazioni contro il virus dell’influenza sia ricorrendo al vaccino contro la meningite.
L’ultimo caso di meningite, fatale per una donna di 60 anni di Torre del Greco, si è registrato a fine gennaio. In quel caso si era trattato però di un altro ceppo, il tipo Y, il primo di quel gruppo nel 2018 (tuttavia riscontrato molto frequentemente negli anni scorsi in Campania) a conferma del fatto che i ceppi di meningococco che circolano non sono dello stesso clone escludendo un picco epidemico come quello registrato negli anni corsi in Toscana. «Nessun allarme – sottolinea Fiorentino Fragranza, responsabile della Rianimazione del Cotugno – ogni anno registriamo alcune decine di casi, in particolare 30 nel 2016 e 18 lo scorso anno in entrambi i casi con un solo morto. Solo a fine anno potremo tirare le somme e capire l’andamento epidemiologico».