“Quel pentito dice solo bugie, lo querelo”, la risposta di Tarantino dopo le accuse di Ferro

Angelo Tarantino

“Sono stato minacciato di morte insieme alla mia famiglia, hanno distrutto la mia sede, ho presentato oltre 250 denunce in 7 anni e sono parte civile nel processo, non sono mai stato indagato”. Tiene a chiarire la sua posizione Angelo Tarantino, imprenditore nel settore delle onoranze funebri, tirato in ballo dal pentito di camorra Ferro su alcuni suoi presunti rapporti oscuri (leggi qui l’articolo).

Tarantino si dice pronto a querelare il pentito Ferro le le calunnie nei suoi confronti: “Non c’è alcuna indagine a mio carico. I miei legali sono passati già a querelare quel “personaggio” visto che per far cadere un processo in questi anni le hanno provate tutte. Minacce di morte, furti , danneggiamenti, minacce agli operai, e tanto altro ancora come già presente in procura. “Premetto che dal primo giorno che ho aperto a Pozzuoli ho solo ricevuto minacce e danneggiamenti, e non solo. Ho fatto dal primo momento che ho aperto oltre 200 denunce, oggi sono state rinviate a giudizio 22 persone. Anche grazie alle mie dichiarazioni è stato arrestato Alfonso Cesarano, dove si evince che lo stesso ha raggirato l’interdittiva. Ho denunciato suo fratello Attilio Cesarano, ho denunciato Luigi Ferrara un suo factotum presente nel processo e nelle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia Roberto Perrone”.