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giovedì, Gennaio 20, 2022
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Ras dei Romaniello massacrato di botte, il gip convalida i 3 fermi


Il gip Vinicio Cantarini del Tribunale di Rimini ha convalidato il fermo disposto dal sostituto procuratore Paolo Gengarelli per tre dei quattro uomini accusati dell’omicidio di Antonino Di Dato. Il 45enne di Napoli morto a causa delle ferite riportate in un violento pestaggio il 3 novembre scorso nella hall di un hotel di Rimini.

Si tratta di Bruno Francesco Cacchiullo, 53 anni di Taranto, Costantino Lomonaco, 35 anni di Messina e Ivan Dumbovic di 42 (questi ultimi due difesi dagli avvocati Francesco Pisciotti Massimiliano Giacumbo), che secondo le indagini della Squadra Mobile di Rimini, con un altro complice, un cittadino bosniaco tuttora ricercato, la sera del 3 novembre ridussero in fin di vita Di Dato.

L’uomo morì dopo 9 giorni di coma all’Ospedale Bufalini di Cesena. I tre che sono stati interrogati in carcere a Rimini dal gip hanno spiegato e raccontato la loro versione dei fatti. L’accusa nei loro confronti è di omicidio volontario, il raid punitivo sarebbe scattato per un debito di 7.500 euro.

IL PASSATO DI ANTONIO DI DATO

Di Dato era, secondo gli investigatori, legato al gruppo guidato da Massimiliano Romaniello legato al clan Nuvoletta e sospettato di una lunga serie di reati associativi tra cui truffa, riciclaggio, estorsione e bancarotta fraudolenta e recentemente vittima di una sorta di attentato quando lo scorso 23 settembre era stato raggiunto da alcuni colpi di pistola davanti alla propria abitazione, si spartivano il territorio riminese.

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