I loro nomi compaiono in diverse pagine dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita due settimane fa nei confronti di Maria Licciardi. Sono i due ras che, secondo le ultime informative, sarebbero a capo del gruppo del Rione Berlingieri e del Don Guanella. Sempre però portando la ‘bandiera’ del gruppo della Masseria Cardone come ribadito dalla stessa ‘piccerella’ in una conversazione captata dalle forze dell’ordine (leggi l’articolo). Il primo ras è Luigi Carella, detto a gallina. E’ lui l’uomo contro cui la donna aveva avanzato il suo malcontento perchè reo di volerla escludere da alcuni affari per tutelarla. L’altro ‘nome caldo’ sul taccuino degli investigatori è quello di Antonio Bruno detto ‘Michelò’: sarebbe a capo della fazione della Masseria Cardone di stanza al Don Guanella, da sempre territorio conteso dagli stessi Licciardi con i Lo Russo di Miano.

L’articolo precedente: il rimprovero al ras del Berlingieri

Il ruolo apicale della Licciardi emerge in tanti episodi ma uno su tutti rivela la vera natuta di ‘a piccerella, donna risoluta, decisa, capace di mettere a posto ras del calibro di Luigi Carella ‘a gallina, pezzo da novanta del gruppo-fazione Berlingieri. A dimostrarlo una serie di intercettazioni in cui la Licciardi si lamenta del suo affiliato perchè quest’ultimo si era permesso, senza la sua autorizzazione, di dare disposizione di non coinvolgerla direttamente in questioni di natura illecita, per evitare che potesse essere destinataria di provvedimenti restrittivi.

Le intercettazioni

La Licciardi racconta l’episodio a degli interlocutori rivelando di aver convocato Carella e di avergli ricordato come lei avesse scelto di fare la malavita da cinquanta anni e pertanto, consapevole delle conseguenze cui andava incontro, non aveva timore dr andare in carcere:«Sentimi un poco a me non lo dire più la zia ha 70 anni e va in galera perche la zia quando va in galera si siede sul cesso! PERCHE’ 50 ANNI FA HA FATTO OUESTA SCELTA E SAPEVA QUELLO CHE ANDAVA INCONTRO!». In tale circostanza la donna precisa anche come avesse ristabilito, con il suo intervento, il rapporto gerarchico con il proprio affiliato, ricordando a Carella come lui fosse, sebbene referente del Rione Berlingieri, comunque a lei subordinato, in quanto il potere criminale di cui godeva gli derivava proprio dal poter vantare la sua appartenenza al clan Licciardi e dal poterne spendere il nome:«Non lo dire più ..ma io lo dico per voi .. voi non capite, siete anziana..ah io sono anziana?,..wé Gigin'(Carella Luigi ndr) adesso te lo dico in napoletano … io a te ti appendo al pantalone!. Io mi espongo e voi vi esponete con il mio nome». Poi l’affondo finale:«Tu dai gli ordini ma li dai per i Licciardi, ricordatelo sempre!»

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