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Abusato dal parroco a Napoli, Arturo ottiene il risarcimento: “Finalmente giustizia ma è stata dura”

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Un risarcimento di 324.000 euro (che con gli interessi arriveranno a 340.000), ottenuti in sede civile dal Tribunale di Napoli, per gli abusi sessuali subìti da adolescente. Arturo Borrelli, oggi 51 anni, dopo anni di battaglie nelle aule di tribunale e mediatiche ha ottenuto, afferma ai microfoni di InterNapoli, «finalmente giustizia per  quanto ho vissuto, è un ottimo risultato».

La vicenda e la sentenza

L’uomo ha denunciato nel 2010 il parroco Silverio Mura, sua professore di scuola media alla fine degli anni ’80, per aver approfittato di lui. Gli abusi sarebbero andati avanti sino ai 16 anni di età della vittima. «Sono felice di questa sentenza – afferma Arturo – e sono contento anche per aver incontrato lo scorso sabato il cardinale Mimmo Battaglia. In quell’occasione mi ha detto che don Mura non sta facendo il sacertote, non dice messa, non si trova in nessuna chiesa e non è a contatto con i bambini. Battaglia mi ha anche detto che porterà il caso nella chiesa di Roma per far spretare don Mura. Sono sicuro avverrà» è convinto Borrelli. Dal punto di vista penale, invece, il processo si è incanalato in un binario morto. Il percorso dalla denuncia di oltre 15 anni alla recente sentenza è stato tutt’altro che semplice. «Svenni durante un turno di lavoro come guardia giurata alla banca. Da lì rivelai tutto a mia moglie e mia mamma, che mi hanno sostenuto. Altri, invece, mi dicevano che ero pazzo. Dalla Curia non mi hanno accolto e questo mi ha fatto stare ancora più male. Ho dovuto aumentare la dose di psicofarmaci assunti. Ora, però, ho recuperato un senso di pace anche se il danno all’interno è rimasto». Borrelli rivela: «All’inizio non volevo denunciare la Curia. ma gli specialisti che mi avevano in cura mi hanno convinto che fosse giusto denunciare. All’inizio non utilizzavo il mio nome, ma uno pseudonimo (Diego Esposito ndr.) per proteggermi poi però ho dimostrato coraggio. Questo risultato – conclude Arturo Borrelli – lo dedico a mio figlio che ho perso qualche anno fa a causa di un incidente».

Le parole dell’avvocato

Angelo custode di Arturo Borrelli è il suo avvocato, Carlo Grezio, anch’egli intervenuto a InterNapoli «Si è rivelato abbastanza complicato arrivare a una sentenza di risarcimento. Il giudizio penale per don Silverio Mura era concluso, non c’era più la strada perseguibile e si poteva solo fare ricorso all’articolo 2935 del codice civile. Ciò prevede che in sede civile può essere ottenuto il risarcimento del danno giovandosi dell’inizio del termine di prescrizione dal momento in cui la vittima ha la consapevolezza del danno subito e del nesso causale tra quel danno e i comportamenti delittuosi, in questo caso del sacerdote». Grezio è soddisfatto per l’esito del processo civile e spiega il motivo. «Per la prima volta è stato introdotto nel giudizio civile un meccanismo applicato alle violenze sessuali, ai reati sessuali in ambito clericale. C’è stata, in proposito, una relazione da parte della dottoressa Luisa D’Aniello, totalmente condivisa dai consulenti del Tribunale. Il giudice ha fatto un ricalcolo dei termini di prescrizione di violenza su minore, portandoli a 15 anni. Questo aprirà un’autostrada – è convinto l’avvocato –  le vittime di abusi sessuali possono quantomeno avvalersi del risarcimento del danno, facendosi attestare che hanno avuto consapevolezza del danno a partire da una certa data rivolgendosi a psicologi, psichiatri e accedere a un giudizio civile». In ogni caso c’è un elemento che lascia riflettere, in questa storia con protagonista suo malgrado Arturo e non solo. Afferma il Grezio: «Invertire la rotta è stato semplice, perchè i giudici ci hanno seguito sin dall’inizio con i loro consulenti. Chi continua a non credere o a far finta di non credere, ahimè, è la chiesa. Io credo, pensiero mio personale, che ci sia da parte loro la piena consapevolezza di avere a loro interno un problema di portata enorme. Abbiamo sempre dato la disponibilità a uno scambio di informazioni con la Curia, ma non c’è mai stata da parte loro questa disponibilità. Nel frattempo arrivavano comunicati stampa che rivelavano la vera identità di Arturo mentre noi la tenevamo nascosta per tutelarla, sono arrivate anche querele. Quando si tratta di pedolifia e abusi, tutto viene coperto». L’avvocato fa i compliementi ad Arturo che, nonostante un presente difficile tra cure, psicofarmaci e impossibilità di lavorare, ha dato una prova enorme di dignità. «Arturo ci lascia un grande senso di giustizia, di umanità, di forza interiore e di responsabilità che ha sentito non per se stesso ma per tutti gli altri. Sin dall’inizio, piangeva al pensiero che don Silverio Mura potesse perpetrare altri abusi sui bambini. Hanno tentato di farlo passare per pazzo, altri non volevano pubblicità per quanto successo dicendo che non era pazzo come volevano far credere».  

La posizione di don Silverio Mura

L’avvocato Augusto Imondi, difensore di don Silverio Mura, è intervenuto a Napoli Today intervistato da Massimo Romano per precisare la posizione del suo assistito. “È molto deluso e amareggiato della decisione assunta dalla Corte di Appello di Napoli, ma preferisce conservare il silenzio, pur continuando a professarsi estraneo ai comportamenti che gli sono stati attribuiti. Sempre nel massimo rispetto dei giudici che si sono pronunciati su una vicenda tanto singolare, non posso fare a meno di ricordare che: i fatti di causa risalirebbero agli anni tra il 1987 e 1989; il reverendo Mura è incensurato e non è mai stato sottoposto innanzi a un Tribunale Ordinario dello Stato a un giudizio penale in relazione a quei fatti, nonostante una denuncia sporta dal Borrelli nel 2010; a seguito di processo penale canonico, è stato dichiarato non colpevole per quei medesimi fatti dal Tribunale Ecclesiastico di Milano, con pronuncia divenuta definitiva; il Tribunale Civile di Napoli prima e la Corte di Appello territoriale poi, con la recente sentenza, hanno accertato una responsabilità del Mura sulla base di meri elementi indiziari, a distanza di oltre trenta anni, peraltro ritenendo il diritto al risarcimento del danno non prescritto (malgrado il reato che l’avrebbe determinato sia invece pacificamente prescritto)”.

 

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Antonio Sabbatino
Antonio Sabbatinohttp://InterNapoli.it
Iscritto all'Albo dei pubblicisti dall'ottobre 2012, ho sviluppato nel corso degli anni diverse competenze frutto dell’esperienza sul campo in ambito politico, sociale, della cronaca, sia bianca che nera. Sono stato conduttore radiofonico di programmi musicali presso Radioattiva, radio web napoletana e redattore e collaboratore di diverse testate online. Attualmente sono inviato per InterNapoli.it che rappresenta una delle realtà più dinamiche del panorama giornalistico napoletano, campano, la neonata testata Tell che approfondisce i grandi temi politico-sociali a più livelli e Comunicare il Sociale rivista specializzata di Terzo Settore. Vincitore di diversi premi giornalistici locali e nazionali, sono mosso sempre dalla curiosità: il vero sale di questo mestiere.
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