Nel riquadro l'arrestato Christian Titas

Tagliare i rifornimenti. Accerchiare quelle che vengono comunemente chiamate le loro roccaforti. In sintesi, non dargli respiro. E’ questa la strategia messa in campo dagli uomini della squadra investigativa del commissariato di Pianura (guidato dal dirigente Arturo De Leone, ispettore capo Ernesto Lepre), strategia che ha portato all’ennesimo arresto. Ieri pomeriggio gli agenti, durante un controllo in uno stabile in via Evangelista Torricelli hanno notato un uomo che prelevava da un’intercapedine, ricavata all’interno dell’androne, un involto e lo ha consegnato ad un giovane che, dopo averlo ricevuto, alla vista dei poliziotti l’ha fatto cadere per disfarsene. Gli agenti, dopo aver bloccato i due uomini, hanno recuperato l’involucro contenente 0,66 grammi di hashish e 35 euro, mentre nella cavità hanno rinvenuto 2 involucri con 6,18 grammi di cocaina, 2 bilancini di precisione e 50 cartucce calibro 6,35. La zona è considerata come una delle roccaforti del gruppo Calone-Esposito-Marsicano impegnato in questi mesi in una guerra contro la fazione avversa dei Carrillo, ‘erede’ dei Pesce-Marfella. Christian Titas, 27enne napoletano, è stato arrestato per detenzione e  spaccio di sostanze stupefacenti e denunciato per detenzione abusiva di munizionamento. L’acquirente, invece, è stato sanzionato amministrativamente. Sempre ieri pomeriggio in un altro edificio di via Evangelista Torricelli, i poliziotti hanno rinvenuto, nascosto in un anfratto, un revolver privo di canna da sparo con matricola abrasa, una cartuccia calibro 9 , una cartuccia calibro 22 e 5 cartucce per fucile da caccia.

Il precedente arresto contro i Calone

Quello di Titas è il secondo arresto subito dai Calone nel giro di una settimana. Pochi giorni fa sempre gli agenti del commissariato di Pianura hanno bloccato un altro uomo che aveva con sè delle pistole (leggi qui l’articolo). Gli agenti hanno rinvenuto, nella disponibilità di Antonio Alfieri (l’uomo arrestato) in una cantinola in uso ad un uomo e trasformata in abitazione, una pistola Beretta semiautomatica cal. 9×21 mm con matricola parzialmente abrasa completa di caricatore con 8 cartucce Luger cal. 9×19 mm e una pistola a tamburo Lebel cal. 8 priva di matricola occultate in uno stereo mentre, in un mobile della cucina, hanno trovato un bilancino di precisione.

La situazione criminale

Gli investigatori sanno che il quartiere è criminalmente spaccato in due. Da una parte il gruppo Carillo (erede di quel che resta dei Pesce-Marfella) che da tempo sta cercando di riorganizzarsi e puntare contro i Calone, gruppo che ha preso il posto dei Mele prima dell’incarcerazione dei suoi capi. Si tratterebbe così dell’ennesimo capitolo di una guerra infinita. Proprio Antonio Calone da qualche tempo avrebbe preso le distanza dal suo ex alleato Umberto Loffredo, ras conosciuto nel quartiere con il soprannome di ‘Padre Pio’.

A Pianura alleanze cambiate

Nei mesi precedenti Carillo era invece attribuito come particolarmente vicino al ras Maurizio Legnante ‘o taleban’, elemento di spicco del Rione Traiano. La vicinanza tra i due era interpretata soprattutto in chiave anti-Calone, gruppo egemone nella zona di via Comunale Napoli. Scenario totalmente cambiato nelle ultime settimane con Legnante visto ‘camminare insieme’ ad elementi vicini ad Antonio Calone e Carillo palesemente isolato. Resta da capire anche il posizionamento dei gruppi di Pianura rispetto alle tensioni maturate nelle scorse settimane nella vicina Fuorigrotta e culminate con l’omicidio di Antonio Volpe, reggente dei Baratto-Volpe (leggi qui l’articolo).

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