Mai il Napoli era arrivato a spendere tanto in una sola sessione di mercato: 185 milioni di euro ha stanziato Aurelio De Laurentiis per bene figurare in Champions League, dopo un anno di assenza, e difendere quel tricolore conquistato a sorpresa dopo una battaglia lunga 38 giornate con l’Inter.
Ad oggi però l’investimento non ha portato i frutti sperati e non soltanto per la prematura uscita dalla principale competizione europea ed il ritardo di 9 punti dall’Inter capolista. Pesano come un macigno le bocciature di calciatori come Lorenza Lucca e Noa Lang, acquistati rispettivamente per 35 e 25 milioni e partiti in prestito con diritto di riscatto dopo appena 6 mesi.
Non è andata molto meglio a Sam Beukema, arrivato per 31 milioni di euro dal Bologna, ma mai realmente entrato nelle grazie di Antonio Conte, che gli ha preferito praticamente tutti i difensori a sua disposizione, adattando come braccetti prima Di Lorenzo e poi Olivera pur di non puntare sull’olandese.
Peggio di Beukema, soltanto Luca Marianucci, prima di essere girato in prestito secco al Torino. Per Marianucci, escluso dalla lista Champions ed soltanto in 2 occasioni occasioni in campionato, il ds Manna aveva tirato fuori ben 9 milioni di euro per portarlo via dalla bottegs cara di Empoli.
Lang, Lucca, Marianucci e Beukema sono costati 100 milioni di euro, eppure, dopo mezza stagione, sono già lontani dal Vesuvio o neanche considerati in una rosa ridotta all’osso a causa degli infortuni.
A questo punto, però, una riflessione diventa inevitabile e chiama in causa direttamente Antonio Conte e il direttore sportivo Giovanni Manna. Perché il Napoli ha deciso di investire cifre così importanti su profili che, dopo appena sei mesi, sono già stati accantonati, ceduti o completamente bocciati?
Perché acquistarli? Probabimente non basterebbero 100 milioni di domande
Qual era l’idea tecnica dietro operazioni come quelle di Lang, Lucca, Beukema e Marianucci? Erano realmente funzionali al progetto dell’allenatore o si è trattato di scelte di mercato scollegate dalle esigenze tattiche della squadra? E se così, perché sono stati acquistati ugualmente? E ancora: possibile che, in una stagione segnata dagli infortuni e da una rosa corta, questi calciatori non siano stati ritenuti utili nemmeno come alternative?

