HomeCronacaBufera sulla camorra di Casavatore, il pentito: "Volevano che ritrattasi le accuse"

Bufera sulla camorra di Casavatore, il pentito: “Volevano che ritrattasi le accuse”

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L’ordinanza che ha portato all’arresto di Vincenzo Pagano, Lino Caiazza ed Elpidio Patricelli è stata caratterizzata anche dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia. Tra questi spicca Domenico Esposito che ha ricostruito il profilo di Elpidio Patricelli, genero del boss Ernesto Ferone.

Le indagini hanno riguardato i titolari di un’impresa edile, che secondo la ricostruzione degli investigatori sarebbero stati avvicinati a partire da gennaio 2026 proprio da Patricelli. In quella fase iniziale, questi avrebbe intimato loro di “mettersi a posto con gli amici di Casavatore”, spiegando che era necessario denaro “per il sostentamento delle famiglie dei carcerati”.

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Nel verbale del 26 settembre 2018, Esposito ha spiegato che il padre avrebbe voluto che ritrattasse le accuse, perché a seguito della collaborazione con la giustizia, i suoi familiari avrebbero avuto seri problemi. “Mio zio si era aperto una caffetteria ed è stato costretto a darla in gestione, perchè un paio di volte l’altro mio zio aveva trovato benzina davanti alla serranda, in una circostanza aveva trovato colla nelle serrature – si legge nei verbali firmati da Esposito – Due/tre persone del clan Ferone, fratelli e nipoti, gli hanno detto “Tuo nipote sta uscendo ancora sul giornale che sta parlando di Elpidio (Patricelli). La vuole finire? ”. Mio zio rispose che lui non sentiva né me né suo fratello. Alla fine i miei zii si sono spaventati e hanno dato in gestione il bar; non so se la gestione è stata affidata a persone imposte da qualcuno o se hanno individuato loro stessi il gestore. Questo episodio me lo ha riferito mio padre per far capire che la famiglia sta sotto minaccia”. 

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