Carcere di Secondigliano trasformato in call center: sequestrati sei microcellulari

Nuovo sequestro di micro cellulari nel carcere di Secondigliano. Gli agenti della polizia penitenziaria ha rinvenuto sei dispositivi ben occultati all’interno della casa circondariale di Napoli nord. Secondo quanto si apprende dalle prime informazioni raccolte, i sei cellulari erano forniti di batterie a carica solare.

Così Aldo Di Giacomo segretario generale del sindacato di Polizia Penitenziaria S.PP: “Bravi sicuramente i colleghi nella scoperta che testimonia, ancora una volta, la professionalità e la dedizione che sempre contraddistingue la Polizia Penitenziaria. I cellulari ritrovati presentano piccole batterie a carica solare che senza dubbio dimostrano quanto le tecnologie atte ad eludere il sistema e le norme progrediscono, divenendo sempre più all’avanguardia. Le risposte dello Stato a tali comportamenti criminali sempre più inefficaci nel tempo. L’introduzione della norma che prevede una vera e propria configurazione di reato nell’ipotesi in cui si introduce o si tenti di introdurre un telefono in carcere, sebbene punisce sia chi dall’esterno cerca di introdurre il telefono sia il detenuto che lo detiene, evidentemente non basta a scoraggiare l’effettiva messa in atto di questi comportamenti criminali, rendendo necessario inasprire severamente le pene ed aumentare, nel contempo, la spesa di strumenti tecnologici volti al ritrovamento.”

Cellulari a Secondigliano, gli ordini della camorra all’esterno

“Da tempo sostengo che per i criminali è una consuetudine diffusa impartire ordini con i telefonini. Le carceri sono ormai divenute luogo di ristoro sicuro. Il tempo del buonismo deve finire: è ora che la politica, anziché continuare nello smantellamento del 41bis in sfregio e doppia beffa delle vittime e dei familiari delle vittime, dia risposte sicure in merito a tutte le disfunzioni del sistema carcerario”, conclude Di Giacomo.

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