HomeCronacaCase di cura "horror" nell'Agro Aversano, pazienti minacciati e maltrattati dagli operatori

Case di cura “horror” nell’Agro Aversano, pazienti minacciati e maltrattati dagli operatori

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Maltrattamenti e addirittura un episodio di violenza sessuale ai danni di persone fragili alcune delle quali minorenni, ospiti in alcune strutture socio-sanitarie dell’agro aversano, tra Casapesenna, Villa Literno, San Cipriano d’Aversa e Trentola Ducenta.

E’ questo l’orrore fotografato da un’inchiesta dei carabinieri di Casal di Principe, coordinata dalla Procura di Napoli Nord, che hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 5 indagati (una in carcere, 3 ai domiciliari e un divieto di dimora).

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Case di cura “horror” nell’Agro Aversano, pazienti minacciati e maltrattati dagli operatori

Gli indagati dovranno rispondere di maltrattamenti contro familiari e conviventi, mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice, truffa, violenza o minaccia per costringere a commettere un reato, violenza privata e violenza sessuale, con l’aggravante di aver agito in danno di persone appartenenti alle cosiddette fasce deboli.

Le attività investigative – svolte dai militari della Sezione Operativa della Compagnia di Casal di Principe tra i mesi di luglio 2025 e marzo 2026 anche con il supporto delle attività tecniche – hanno consentito di acquisire cospicui elementi indiziari nei confronti del legale rappresentante, della coordinatrice e di alcune educatrici di cinque strutture socio-sanitarie, assistenziali, educative e riabilitative.

Secondo gli inquirenti, si sarebbero verificate gravi e reiterate condotte di maltrattamenti ai danni di persone particolarmente vulnerabili poiché affette da patologie psichiatriche, disturbi della personalità e disabilita comportamentali, in alcuni casi anche minorenni. I degenti venivano accolti sia presso le comunità sia all’interno di un appartamento in cohousing privo delle necessarie autorizzazioni.

Spunta l’ipotesi di violenza sessuale

Nel corso delle indagini, sono stati acquisiti elementi di prova in ordine ad una violenza sessuale che sarebbe stata commessa ai danni di una giovane ospite affetta da psicosi maniaco-depressiva.

Dalle indagini sarebbe emerso un sistema gestionale orientato in modo esclusivo al profitto economico caratterizzato dal drastico contenimento dei costi di gestione, ottenuto mediante la riduzione o la privazione di servizi essenziali quali l’erogazione di acqua calda e riscaldamento, nonché dall’impiego di personale privo delle necessarie qualifiche professionali che somministrava abitualmente farmaci sedativi agli ospiti in assenza di qualsiasi prescrizione medica.

I pazienti “scomodi” abbandonati al proprio destino

Le indagini hanno consentito di delineare, inoltre, una gestione in cui gli ospiti ritenuti “scomodi” o eccessivamente complessi sarebbero stati esclusi a favore di altri economicamente più vantaggiosi e meno impegnativi sotto il profilo assistenziale.

Al fine di giustificare i trasferimenti, le proroghe delle misure o gli inserimenti nei Progetti Terapeutici Riabilitativi Individuali dei degenti presso le strutture in questione, venivano manipolate le relazioni periodiche destinate all’Autorità Giudiziaria e ai servizi sanitari, determinando così un ingiusto aggravio di spesa per il Servizio Sanitario Pubblico.

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
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