Trovate cellule per bloccare il cancro, sono in un frutto coltivato nel Napoletano

Melito di Napoli: Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Photo by Steve J. Morgan, 1 October 2003.

Più volte se ne è parlato, ma questa volta potremmo essere davvero sulla strada giusta. Uno studio condotto da Enea,. Cnr e Università «Federico II» di Napoli – e pubblicato dal Journal of. Functional Foods – ha rivelato che alcune molecole contenute nei semi degli acini delle uve di Aglianico Falanghina sono capaci di bloccare la crescita di cellule di mesotelioma, un tumore raro e aggressivo, e potrebbero essere in grado di aumentare l’efficacia della chemioterapia. Dagli studi dell’Enea volti a caratterizzare gli estratti metabolici ottenuti da bucce vinaccioli delle due varietà di vite campane è emerso che soprattutto i semi di. Aglianico sono molto ricchi in proantocianine, che sono in grado di indurre nel mesotelioma meccanismi di apoptosi. Cioè di morte cellulare, anche nei casi di linee tumorali che mostrano farmaco-resistenza.

A riportare la notizia è l’edizione online de Il Mattino. Una precedente ricerca del Cnr di Napoli aveva evidenziato in specifiche cellule una marcata resistenza ai farmaci che ne limitava pesantemente l’efficacia. Queste stesse cellule sono ora risultate sensibili al trattamento con gli estratti di vinaccioli. «Nonostante la rarità di questa malattia associata all’esposizione alle fibre di amianto, l’incidenza del mesotelioma aumenta nel mondo del 5,4% l’anno e la diagnosi è spesso tardiva, sia a causa della sintomatologia simile a quella di molte altre malattie, sia perché il cancro si sviluppa dopo un lungo periodo di latenza», ha evidenziato Stefania Crispi del Cnr.

 

Trovate cellule per bloccare il cancro, sono in un frutto coltivato nel Napoletano

Più volte se ne è parlato, ma questa volta potremmo essere davvero sulla strada giusta. Uno studio condotto da Enea,. Cnr e Università «Federico II» di Napoli – e pubblicato dal Journal of. Functional Foods – ha rivelato che alcune molecole contenute nei semi degli acini delle uve di Aglianico Falanghina sono capaci di bloccare la crescita di cellule di mesotelioma, un tumore raro e aggressivo, e potrebbero essere in grado di aumentare l’efficacia della chemioterapia. Dagli studi dell’Enea volti a caratterizzare gli estratti metabolici ottenuti da bucce vinaccioli delle due varietà di vite campane è emerso che soprattutto i semi di. Aglianico sono molto ricchi in proantocianine, che sono in grado di indurre nel mesotelioma meccanismi di apoptosi, cioè di morte cellulare, anche nei casi di linee tumorali che mostrano farmaco-resistenza.

A riportare la notizia è l’edizione online de Il Mattino. Una precedente ricerca del Cnr di Napoli aveva evidenziato in specifiche cellule una marcata resistenza ai farmaci che ne limitava pesantemente l’efficacia. Queste stesse cellule sono ora risultate sensibili al trattamento con gli estratti di vinaccioli. «Nonostante la rarità di questa malattia associata all’esposizione alle fibre di amianto, l’incidenza del mesotelioma aumenta nel mondo del 5,4% l’anno e la diagnosi è spesso tardiva, sia a causa della sintomatologia simile a quella di molte altre malattie, sia perché il cancro si sviluppa dopo un lungo periodo di latenza», ha evidenziato Stefania Crispi del Cnr.