Chiara uccisa a 16 anni dall'amico, la confessione: «Me l'ha detto un demone»
Chiara uccisa a 16 anni dall'amico, la confessione: «Me l'ha detto un demone»

Omicidio aggravato dalla premeditazione e dal fatto che la vittima aveva meno di 18 anni. È questa l’ipotesi d’accusa formulata dalla Procura per i minorenni di Bologna nei confronti del ragazzo di 16 anni sottoposto a fermo nella notte, dopo l’interrogatorio nel corso del quale ha confessato di aver assassinato Chiara Gualzetti, la ragazza trovata morta a Monteveglio, nel Bolognese, a qualche centinaia di metri da casa.

Nel corso dell’interrogatorio, il minorenne fermato ha fatto riferimento “a una presenza demoniaca che lo spingeva a compiere atti sempre più violenti verso le persone” ma ha detto anche “di essere infastidito dalle avance della giovane ragazza“, ha affermato il comandante in sede vacante della Compagnia dei Carabinieri di Bologna Borgo Panigale, capitano Riccardo Angeletti.

Le indagini sulla morte di Chiara

Gli inquirenti hanno elementi per pensare che il ragazzo avesse pianificato il delitto, dando appuntamento alla ragazza con l’intenzione di ucciderla e portando con sé un coltello che poi è stato ritrovato.

Sarà disposta l’autopsia per verificare i tempi e le modalità del delitto. E sono stati sequestrati i telefoni per ricostruire i rapporti tra i due, i messaggi che si sono scambiati. L’indagato ha cancellato alcune chat prima di essere rintracciato dai militari.

Oltre al coltello usato per uccidere Chiara, nella casa del sedicenne indagato sono stati trovati anche i suoi abiti sporchi di sangue e il cellulare della vittima, oggetti di cui il ragazzo voleva disfarsi. Il giovane è stato rintracciato ieri nel capoluogo emiliano.

Chiara Gualzetti

L’interrogatorio

Dall’interrogatorio del sedicenne sarebbe emerso che i due si conoscevano, si frequentavano da qualche tempo, ma non avevano una relazione sentimentale. Proprio il tipo di rapporto tra i due e gli scambi avuti negli ultimi giorni sono al vaglio degli inquirenti. Anche per questo si continuano a sentire altri ragazzi della cerchia di amici, per approfondire ogni dettaglio.

Il sedicenne ha confessato e ricostruito in maniera lucida e precisa il delitto, ma sul movente ha dato più spiegazioni non comprensibili. Avrebbe detto di aver agito sulla base di una spinta superiore, una sorta di voce interiore che gli ha detto di uccidere. Poi avrebbe riferito che la ragazza gli aveva espresso il desiderio di morire. Inoltre ci sarebbe stato da parte di Chiara un interesse sentimentale nei suoi confronti, forse non corrisposto. Il racconto, di cui apprende l’ANSA, è al vaglio della Procura per i minorenni di Bologna, che sta valutando un accertamento psichiatrico.

Il delitto di Chiara Gualzetti

Ha detto di aver agito da solo. Ha dato appuntamento a Chiara Gualzetti, l’ha portata ai margini del bosco nel parco dell’Abbazia di Monteveglio e lì l’ha uccisa, domenica scorsa. In quel punto, parzialmente nascosto da un cespuglio, il cadavere è rimasto per un giorno, quando è stato trovato dai volontari attivati dai genitori.

Al sedicenne, che risiede nello stesso Comune di Valsamoggia, gli investigatori sono arrivati in quanto ultima persona che aveva incontrato la giovane, allontanatasi da casa domenica senza rientrare. La Procura chiederà la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere. Non risulta che alcuno dei due ragazzi fosse seguito dai servizi sociali.

Chiara Gualzetti

“Poche parole per esprimere tutta la mia gratitudine alle forze dell’ordine, alla protezione civile e a tutti quelli che hanno partecipato sia materialmente che moralmente. GRAZIE”. È il messaggio che si legge sul profilo Facebook di Vincenzo e Giusi, i genitori di Chiara Gualzetti.

Le parole del legale

“Il mio assistito è molto scosso e si è messo a piena disposizione. Capiamo il dolore della famiglia. Che è il dolore di due famiglie”. Così all’ANSA l’avvocata Tania Fonzari, difensore di fiducia del sedicenne fermato nella notte. La legale è stata al fianco del giovane fino a tarda notte, quando si è concluso l’interrogatorio durante il quale ha confessato. Ora si attende la fissazione dell’udienza davanti al Gip del tribunale per i minorenni di Bologna per la convalida del fermo.

Il corpo di Chiara presentava ferite da arma da taglio al collo e sembra altre lesioni, come se qualcuno l’avesse picchiata. Le forze dell’ordine sono state avvisate della scomparsa della ragazza domenica pomeriggio dai genitori. Gli appelli sono stati condivisi sui social e rilanciati anche dal sindaco del Comune di Valsamoggia, Daniele Ruscigno. “Una tragedia per tutta la famiglia e per l’intera comunità”, ha scritto dopo qualche ora, quando è stato trovato il corpo senza vita di Chiara. [Fonte: ANSA]

 

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