Chiara Gualzetti
L'amico coetaneo della 15enne ha confessato l'omicidio

E’ stato fermato l’amico coetaneo di Chiara Gualzetti, la ragazza di 15 anni uccisa e trovata cadavere a Monteveglio, nel Bolognese, a qualche centinaio di metri da casa. Il giovane, durante un lungo interrogatorio, ha confessato il delitto. La ragazza era scomparsa domenica da casa. Il corpo della 15enne presentava ferite da taglio e altre lesioni.

La vicenda

Chiara Gualzetti si era allontanata alle 9 del mattino di domenica e non aveva più dato notizie. Nel primo pomeriggio i genitori allarmati hanno chiamato i carabinieri e sono partite le ricerche. Il suo corpo senza vita è stato trovato in cima ad un’altura nel parco regionale dell’Abbazia di Monteveglio, sui colli del Bolognese. Chiara era lì, a poche centinaia di metri dalla sua casa.

Da quanto tempo il corpo di Chiara fosse lì resta da appurare perché il parco è molto frequentato soprattutto nel weekend e proprio domenica tante persone si sono spostate su questa collina in cerca di fresco.
Il cadavere di Chiara era ai bordi di un boschetto. Sul suo corpo di 15enne erano visibili tagli all’altezza del collo e altri segni di coltellate, e poi lividi come se la ragazzina fosse stata picchiata.

Un amico che frequentava ha confessato

I primi sospetti si sono concentrati su un appuntamento che aveva domenica mattina con un amico, un ragazzo della sua età, che frequentava da qualche tempo. Anche la famiglia lo conosce e sapeva che era un amico, niente di più.
Quando Chiara Gualzetti è scomparsa domenica, gli inquirenti hanno sentito le persone che potevano averla vista per ultima, tra cui il minore. Ma il ragazzino avrebbe tentato di sviare i sospetti, dicendo che Chiara doveva incontrarsi con qualcuno conosciuto sui social. Invece sarebbe stato proprio lui a vederla per ultimo.
Ieri è stato sentito fino a tarda sera in caserma a Bazzano e lì ha confessato: è indagato per omicidio ed è stato fermato.

Ipotesi di una follia pianificata insieme

Il ragazzo è stato ascoltato fino a tardi dai militari. In particolare, le indagini erano tese a capire cosa i due adolescenti avessero fatto insieme: se Chiara Gualzetti fosse stata uccisa subito domenica mattina o se i due avessero passato la giornata insieme fino al tragico epilogo.
Quello che emerge dalle prime indiscrezioni è una logica folle: Chiara e il diciassettenne forse avevano pianificato questa giornata. Lei avrebbe manifestato con l’amico l’intento di farla finita e lui l’avrebbe ‘aiutata’. Una ricostruzione confermata anche da alcune chat fra i due dove, come raccontano gli amici della ragazza, lei avrebbe scritto “Mi uccidi tu o lo faccio io?“.

Le parole del legale del ragazzo

Il mio assistito è molto scosso e si è messo a piena disposizione. Capiamo il dolore della famiglia. Che è il dolore di due famiglie“. Così l’avvocata Tania Fonzari, difensore di fiducia del sedicenne fermato nella notte per l’omicidio di Chiara Gualzetti.
La legale è stata al fianco del giovane fino a tarda notte, quando si è concluso l’interrogatorio durante il quale ha confessato. Ora si attende la fissazione dell’udienza davanti al Gip del tribunale per i minorenni di Bologna per la convalida del fermo.

Il disagio manifestato da Chiara Gualzetti sui social

Chiara Gualzetti recentemente aveva manifestato un crescente disagio pubblicando sui suoi social  dei post contenenti espressioni cupe e malinconiche: “Mi dicono che ho un bel corpo, mi dicono che sono intelligente e bella… E va sempre a finire che quando lo dicono, lo dicono per approfittarsi del mio corpo e della mia intelligenza. Oppure spariscono perché si stancano di provare a usare il mio corpo e si stancano della mia intelligenza”, scriveva qualche mese fa. A inizio 2020 Chiara raccontava di una sua ingenuità, di ‘errori’, di una forza che non riusciva a trovare per affrontare chi, sue parole, la tormentavada anni con le prese in giro“.
Frasi che ora stanno leggendo gli inquirenti.

La disperazione dei genitori di Chiara Gualzetti

Sono tanti gli interrogativi ancora senza risposta in una storia assurda. A partire da come sia stato possibile che nessuno avesse visto quel corpo prima, se era lì da domenica o se invece non sia stato abbandonato lassù tempo dopo l’omicidio.
I genitori di Chiara Gualzetti, originari della Campania, non riescono a trovare un perché in tanta disperazione.
Non me la sento di dire nulla, ho solo bisogno di stare tranquillo” dice papà Vincenzo composto nel suo dolore, mentre per tutto il pomeriggio i familiari si stringono ai genitori nel cortile di casa. “Ho bisogno di capire” ripete tra le lacrime il padre.
Mamma Giusi ha un lapsus e mentre porta fuori la cagnetta adorata dalla figlia, chiama “Chiara“. La famiglia, che non ha altri figli, è arrivata a Monteveglio da Napoli diciassette anni fa, un anno prima che nascesse Chiara.

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