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Chiesti oltre 2 secoli di carcere per i boss e i ras del clan Pezzella

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Duecentotrenta cinque anni di carcere. Questa la richiesta avanzata oggi per i boss e i ras del clan Pezzella, gruppo attivo a Frattamaggiore e Crispano.

Tre diverse inchieste confluite in un unico maxi blitz che nel febbraio dello scorso anno portò a 20 arresti. Queste le richieste:
Orefice Michele 20 anni
Polizzi Corrado 16 anni
Mennillo Salvatore 20 anni
Crispino Domenico 16 anni
Russo Pietro 8 anni
Ammendola Luigi 8 anni
Di Giorgio Luigi 7 anni
Nocera Marcello 7 anni
Cristiano Pasquale 20 anni
Fortunato Andrea 12 anni
Esposito Antonio 10 anni
Franzese Bruno 8 anni
Cipolletti Giovanni 9 anni
Lucaioli Nicola 12 anni
Arno Alessandra 6 anni
Cristiano dino 10 anni
Castaldi Luisa 12 anni
Di Silvestro Francesco 12 anni
Setola Vincenzo 10 anni
Del Prete Gustavo 12 anni

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Il boss Michele Orefice

Il presunto reggente Michele Orefice rischia oltre vent’anni: il suo nome compare nella prima
inchiesta nata nel novembre 2022 a seguito della tentata estorsione ad una nota gioielleria di Frattaminore, che ha svelato l’esistenza di un’organizzazione criminale facente capo al clan Pezzella, ma coordinata sul territorio di Frattamaggiore e di Frattaminore (dopo l’arresto di Landolfo Pasquale) dallo stesso Orefice, dedita prevalentemente al compimento di attività estorsive e al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

La seconda inchiesta verte sulla figura di Cipolletti Giovanni, esponente di spicco della criminalità organizzata caivanese, che ha condotto anche all’accertamento di una serie di estorsioni commesse, con la complicità di Esposito Antonio, Franzese Bruno, Mennillo Salvatore, Orefice Michele e Fortunato Andrea, prevalentemente sui territori di Frattamaggiore e Crispano, per conto dell’organizzazione criminale diretta sul territorio di Frattamaggiore da Orefice Michele, al fine di agevolare il clan Pezzella. Orefice Michele, e sul territorio di Crispano, Fortunato Andrea.

La terza parte dell’inchiesta è concentrata sulla figura di Pasquale Cristiano, ritenuto dagli inquirenti il “referente criminale preposto dal direttorio camorristico di via Rossini al traffico\spaccio di sostanze stupefacenti su Frattaminore. 

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