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domenica, Gennaio 23, 2022
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Non è complottismo, sono errori umani che pesano: per questo c’è il VAR


Diceva un tale che “il potere logora chi non ce l’ha“. Quel tale non si riferiva al calcio o allo sport, forse è inutile precisarlo. Però è una frase, un concetto che si incastra a meraviglia, a più livelli. Purtroppo. Quando si parla di potere c’è sempre un contorno di nasi storti e opinioni contro che segue il discorso come un’ombra. Eppure, oggi, c’è bisogno più che mai di non nascondersi dietro un dito. Inoltre, sarebbe il caso di liberarsi di quell’area da tuttologi e giustizialisti, deprecabile tanto quanto le teorie del complotto o frivolezze del genere. Qui, in questo articolo, si intende accendere i riflettori sul vero problema: gli errori umani. Perché hanno un peso e, alle volte, quel peso è determinante. Sono sempre quegli errori a spostare gli aghi delle bilance e a indirizzare i destini. Essendo errori, ciò che ne consegue è un’accozzaglia di forzature, di cose che non dovrebbero esistere. Sono errori umani e, come tali, possono essere corretti. Per questo esiste il VAR.

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Errori a ripetizione nella gara dell’anno – Tuttosport

Gli errori posso essere corretti, è questo il senso del VAR

Non si può scollegare il derby d’Italia di sabato sera con la caduta del Napoli all’Artemio Franchi. Anche solo pensare di poterlo fare in nome di chissà quale codice narrativo è sbagliato e ci distoglie dal problema che si fatica ad eliminare. Eppure, il VAR esiste proprio per questo: per correggere le valutazioni umane sbagliate tanto da ridurre il più possibile l’influenza degli errori umani nelle dinamiche del destino. In tanti hanno seguito la sfida di San Siro ed è pacifico – oltre ad essere opinione largamente condivisa – che la Juventus non ne aveva proprio più e che persino l’Inter non brillante del girone di ritorno era stata in grado di metterla alle corde. In inferiorità numerica, oltretutto. Ed è proprio qui il punto. Il giallo che incredibilmente non viene dato a Pjanić (che fa il pari con quello incredibilmente non dato a Barzagli) avrebbe ristabilito la parità numerica. A quel punto, l’inerzia della partita sarebbe stata inevitabilmente e incontestabilmente a favore dell’Inter. Producendo con ogni probabilità un risultato assai diverso da quello maturato.

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Uno è rosso, l’altro no: errore umano. Imperdonabile.

Il peso degli errori

Un risultato che avrebbe generato un prevedibile effetto domino. Che avrebbe generato, con una buonissima probabilità, un’altra partita a Firenze. Ma allontaniamoci dalle ipotesi di risultato. Non si può negare che quel cartellino che manca – almeno uno – è un errore che ha dell’incredibile. Imperdonabile per un arbitro che non è certo un novizio. Inconcepibile, se si tiene presente che il VAR è lì (come sostiene anche Tuttosport), pronto ad aiutarti. Invece, no. Si è deciso di insistere nell’errore, perseverando nel paradosso. Eppure, fu lo stesso arbitro a valutare giustamente un episodio analogo nel derby della Mole, in casa del Toro. Non ci si capacita. E non ci si nasconde. Quel giallo è un errore umano che ha pesato come un macigno e ha deciso, nella partita chiave e nel momento chiave, le sorti di questo campionato. Le ha decise spezzando gli equilibri e il corso naturale delle cose. Le ha decise abbattendosi sulle teste dei giocatori del Napoli come una mannaia che non c’è. La stessa mannaia del dopo Lazio-Juventus che generò il crollo contro la Roma al San Paolo. E non parlate di complottismo: questi sono errori gravi. Che hanno pesato eccome.

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