Sono stati tutti identificati i responsabili dell’aggressione a scopo di rapina avvenuta a Napoli  a Calata Capodichino, ai danni di un rider cui sei giovani hanno derubato lo scooter. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli ha emesso un provvedimento di fermo nei confronti di due ventenni, gravemente indiziati della rapina.
Il provvedimento, eseguito dalla Squadra Mobile e dal Commissariato Secondigliano, verrà sottoposto per la convalida al competente Giudice delle Indagini Preliminari.

“Era la nostra prima volta”, la confessione dei baby rapinatori del rider Gianni

Un’indagine lampo ma al tempo stesso certosina (leggi qui l’articolo di Internapoli). Quella effettuata nella notte dagli uomini della Squadra mobile e da quelli del commissariato di Secondigliano (guidati dal vice questore aggiunto Raffaele Esposito). Un’indagine partita dalle dichiarazioni del rider rapinato, Gianni Lanciato, avvicinato da sei persone che non hanno esitato a gettarlo in terra, a passare con i loro mezzi su di lui, tutto pur di appropriarsi del mezzo usato dall’uomo per effettuare le consegne. Tutto però immortalato da uno smartphone e dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. A partire da quelle immagini, dal racconto di Gianni e dallo studio del percorso da lui effettuato gli investigatori, presunti conoscitori del territorio, sono così riusciti a individuare i responsabili in quella fetta di area nord compresa tra il Rione dei Fiori (conosciuto come ‘Terzo Mondo’) e le Case celesti di via Limitone.

La confessione parziale della rapina al rider

«Volevamo andare a mangiare un panino, poi abbiamo visto quella moto nuova e abbiamo fatto la rapina. Troppa violenza? Era la nostra prima rapina»confessano.

«Gli stessi – si legge nel decreto di fermo del pm – dinanzi al video diventato virale riconoscevano se stessi e, comprendendo che il cerchio intorno a loro si stava stringendo, cominciavano a presentarsi in Questura per affermare le loro responsabilità».

 I minori, come riporta Il Mattino, hanno confessato provando a sminuire le rispettive responsabilità, quasi accusandosi a vicenda. “Io non ho fatto niente o quasi, mi sono limitato a seguire gli altri. Dovevamo mangiare un panino, forse abbiamo esagerato con la violenza… Abbiamo visto uno scooter nuovo e non abbiamo capito niente”, le parole riportate dal quotidiano.

L’ultima novità è rappresentata dalla identificazione con relativo accompagnamento in Questura di altri due giovani. Il numero degli indagati sale dunque da sei a otto

Il primo a confessare sarebbe stato un 16enne incensurato, che ha raccontato agli inquirenti gli attimi prima della rapina: “Stavo giocando a carte con 3 amici alle Case Celesti quando sono arrivati 4 nostri coetanei su 2 moto. Io conoscevo solo 2 di essi e ci hanno chiesto se volevamo fare un giro con loro. Io e un mio amico abbiamo accettato, gli altri sono tornati a casa. Ci siamo mossi per un’oretta , poi abbiamo mangiato un panino al quadrivio di Arzano. Alle 2 sulla strada del ritorno abbia- mo incrociato il rider e uno di noi ha proposto di dargli addosso”.  

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