Sarebbero stati individuati 4 dei 6 dei presunti responsabili della rapina choc avvenuta ieri sera a Calata Capodichino ad un rider. Indagini lampo della polizia di Napoli (coordinate dalla Squadra Mobile e Commissariato di Secondigliano, guidato dal vicequestore aggiunto Raffaele Esposito), partite dal filmato che ha fatto il giro del web. Si tratta per lo più di giovani, due sono ancora ricercati. Alcuni sono residenti tra il Terzo Mondo di Secondigliano e Case Celesti. Non è stata resa nota l’identità. Ora sono sotto interrogatorio in Questura a via Medina. Ritrovato al Terzo Mondo lo scooter del rider. 

Le parole di Gianni

“Ringrazio i napoletani per la solidarietà. Io sono dispiaciuto per i ragazzini. Io non ce l’ho con loro. Sono indolenzito e sto giù di umore”. Queste le parole di Gianni, il rider rapinato a Napoli a Calata Capodichino. Raccolti oltre 11mila euro in poche ore, ma non solo. Hanno anche offerto a Gianni un posto di lavoro. Lui, lavoratore Auchan per 25 anni, ha perso il posto di lavoro. Macellaio specializzato, dopo diversi colloqui andati male si è arrangiato lavorando prima in una cornetteria e poi come rider. Ieri sera la terribile rapina: “Perdono quei ragazzi, hanno sbagliato ma non sono arrabbiato con loro. Spero che cambino vita”. 

SOLIDARIETA’ PER GIANNI

Il gran cuore di Napoli ha pulsato solidarietà tutta la notte. In moltissimi infatti si sono mobilitati per Gianni L., il rider 50enne rapinato ieri sera su Calata Capodichino da sei balordi che non hanno esitato a picchiarlo, gettarlo in terra e passargli sopra con i propri mezzi. Tutto pur di appropriarsi del mezzo usato dall’uomo per effettuare le consegne (il motorino apparteneva alla figlia).

Quelle terribili immagini (leggi qui l’articolo) hanno fatto breccia nel cuore dei napoletani e così è partita un’azione di crowfunding che ha permesso di raccogliere già 11mila euro, fondi che saranno destinati a ricomprare il mezzo all’uomo. Tra le donazioni elargite spicca quella del terzino della Lazio Mohammed Fares che ha donato 2500 euro. Un gesto che non è di certo passato inosservato. Tanti i messaggi di ringraziamento e di stima dei napoletani al suo indirizzo. Rabbia e indignazione sui social invece per i tre che, passando con le auto davanti alla scena del pestaggio, non si sono fermati.

Le indagini sul rider rapinato

Per quanto riguarda le indagini fondamentali si riveleranno i frame ripresi dai cellulari e le telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Subito dopo aver subito il raid Gianni è stato raggiunto dai poliziotti dell’Ufficio Prevenzione generale della Questura che hanno raccolto la sua testimonianza. Subito dopo il rider ha sporto denuncia presso gli uffici di via Medina. Dalla visione dei frame sarà molto forse possibile risalire anche alle targhe dei motorini usati dai rapinatori anche se, è probabile, che quest’ultimi siano a loro volta rubati.

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