La notizia del suo pentimento aveva gettato nel panico l’Alleanza di Secondigliano. Troppo il timore relativo a quello che poteva dire, troppa la paura di finire nelle maglie della giustizia. A distanza di quasi un anno è stato svelato il nome del neo pentito del clan Contini rimasto un mistero per tutti questi mesi: si tratta di Umberto Schettino. Il suo nome era già emerso mesi fa quando l’esistenza di un giro di mazzette relative all’esame di abilitazione alla professione di avvocato. Da questo spunto era così partita l’indagine condotta dalle pm del pool anticamorra Ida Teresi e Alessandra Converso che si era concentrata sulla sessione svoltasi a dicembre 2017. Le dichiarazioni di questi mesi però interessano il ‘sistema’ Alleanza di Secondigliano e non è un caso che i suoi verbali siano confluiti nell’ordinanza di custodia cautelare che due giorni fa ha portato all’arresto di tre esponenti del clan Licciardi per un tentativo di estorsione al centro commerciale di Miano ‘La Birreria’.

Schettino, dopo 25 anni passati nell’Alleanza di Secondigliano, ha indicato ai magistrati il profilo di Pietro Izzo detto ‘o pompiere:«Quando ero in carcere a Bellizzi Irpino in cella con me c’era un ragazzo del quale non ricordo il nome che era in ottimi rapporti con Pierino ‘o pompiere, ricordo che si scrivevano e che all’interno del clan aveva un ruolo pari a quello di Paoluccio Abbatiello».

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