Prevenzione da coronavirus, nuove disposizione per colloqui con i detenuti

Da giorni oramai non si fa latro che parlare di coronavirus. Ovunque, per strada, sul web o telefonicamente, non si fa altro che parlare del COVID – 19. In tutti gli ambienti si cercano rimedi ad un virus che sta mietendo vittime tutti i giorni con un aumento delle persone contagiate che non può assolutamente essere sottovalutato.

A tal proposito i sindacati di polizia penitenziaria hanno inviato una lettera al Provveditore Maurizio Veneziano circa le possibili precauzioni da prendere nelle carceri onde evitare la diffusione del nuovo coronavirus:

Coronavirus, la lettera dei sindacati di polizia penitenziaria

 

“Signor Provveditore, a seguito dello stato di attenzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sul nuovo virus 2019nCov (nuovo corona-virus) anche il Ministero della Salute, attraverso il proprio sito Istituzionale, ha diffuso una serie di informazioni relative alle misure di prevenzione e sicurezza che i cittadini possono adottare, al fine di prevenire e contrastare i possibili rischi di contagio.

Poiché le scriventi OO.SS. sconoscono se codesto ufficio ha diramato alle Direzioni uniformi iniziative atte a scongiurare il contagio tra i dipendenti e che qualora non vi siano iniziative non uniformi, seppur in una logica prudenziale, al di fuori di una valutazione di indirizzo politico generale più complessiva e puntuale, determini il rischio di generare ancora più confusione. Coronavirus

Si chiede alla S.V., di valutare l’utilità di una iniziativa più generale, volta a fornire indicazioni più puntuali al fine di prevenire i potenziali rischi al personale che si trova a prestare la propria attività lavorativa all’interno di ambienti chiusi, che sono idonei alla riproduzioni di virus e che si prestano facilmente al contagio tra lavoratori e lavoratori, tra quest’ultimi e detenuti e viceversa. Inoltre, si chiedono direttive in materia di prevenzione sui famigliari dei detenuti, che nei giorni stabiliti vengono a colloquio con i propri congiunti detenuti.

Direttive anche in materia di traduzioni, dove si ha contatto con persone estranee all’Istituto. Interessante capire quali strumenti (mascherine, camici o altro) codesto ufficio mette a disposizione per il personale per la propria tutela.

 

Vista l’Ordinanza del Ministero della Salute datata 21 febbraio 2020, emana ulteriori misure profilattiche contro la diffusione della malattia infettiva COVID – 19, le scriventi OO.SS. propongono:

1. Sospendere tutte le traduzioni con corrispondenze e di eseguirle solamente direttamente. Le corrispondenze possono favorire il contagio in quanto gli scali aeroportuali della polizia penitenziaria, spesso diventano luogo dove si ammassano molte persone in un luogo particolarmente piccolo. Coronavirus

2. Richiedere l’attivazione urgente di aumentare il numero di detenuti lavoranti al fine di provvedere alle disinfestazioni giornalieri di tutti i luoghi e locali (mezzi di trasporto – sale colloqui – scuole – attività trattamentali – ufficio, ecc..) con prodotti o farmaci idonei.

3. Distribuzione di maschere a tutto il personale al fine di evitare possibili contagi.

4. Vietare l’accesso di tutte le figure che non hanno un ruolo rilevante con il detenuto nella difesa della pena. (insegnanti – mediatori culturali – corsisti, misericordia, ecc…).

 

5. In particolare, per quanto riguarda i pacchi familiari e postali: vietare l’ingresso di alimenti da cottura).

6. I familiari dovranno usare sapone liquido a base disinfestante prima del controllo da parte del personale e del colloquio con il detenuto

7. Controllo giornaliero da parte del personale medico a tutto il personale dell’istituto sul controllo della temperatura (anche se è stato dimostrato che è stato poco utile), in occasione dei colloqui estendere i controlli anche familiari al fine di monitorare presenze di possibili sintomi. Coronavirus

8. Calendarizzare le udienze del tribunale di sorveglianza in modo che si evita l’ammasso di molte persone come sta avvenendo adesso. Attualmente, per chi effettua il servizio di scorta al tribunale di sorveglianza, si sarà accorto della presenza di molti detenuti di diversi istituti, tutti ammassati in una unica stanza, peraltro, insieme alle scorte, e fuori della stanza sono presenti molte persone che sono familiari e persone che hanno misure alternative. La calendarizzazione permetterebbe di separare le udienze solo con detenuti da tutte le altre, ancora meglio se le udienze venissero celebrate negli istituti stessi!

9. Coronavirus, sospendere le traduzioni massive.

10. Laddove sia fattibile, celebrare le udienze attraverso la videoconferenza anche per i detenuti comuni, in particolar modo i detenuti psichiatrici.

Con la presente si invita codesto Provveditorato a voler sensibilizzare le Direzioni non sottovalutando la questione”.