Sebbene rimangano aperti ancora tanti dubbi sulle origini dell’epidemia da coronavirus, una cosa è certa, il virus covid sta segnando l’Italia dal 2019. Negli ultimi anni infatti l’intera nazione si è ritrovata vittima di tantissimi inconvenienti. Ma come riconoscere i sintomi riconducibili al coronavirus?

Provvedimenti presi negli ultimi anni causa covid19

Vari decreti usciti nel corso del 2020 e 2021 hanno influenzato enormemente la vita delle persone, sancendo tantissimi provvedimenti di condotta.

Per prima cosa sono stati stabiliti i comportamenti da seguire in caso di presunto malato covid. Tale iter prevede la comunicazione immediata del caso al medico di famiglia, tramite telefono e senza collocarsi nello studio, in modo da diminuire il contatto del presunto malato con altre persone.

Ovviamente questo passaggio ha creato tantissimi allarmismi basati su errate auto-valutazioni, in quanto riconoscere i sintomi da coronavirus rispetto a quelli delle allergie stagionali non è affatto semplice. La differenza fondamentale tra i sintomi da covid e quelli da allergie, sta nella febbre, presente nel primo caso.

In ogni caso il parere del medico è fondamentale, in quanto il consulto da parte di un professionista è l’unico modo per valutare se si tratta si sintomatologie ricollegabili al Covid oppure di semplici sintomi derivanti da allergie stagionali.

Per quanto riguarda i metodi precauzionali anti-covid, sono state così indicate soluzioni come: mascherine monouso o lavabili per creare una barriera protettiva davanti a bocca e naso, distanziamento sociale di almeno un metro tra persona e persona, chiusura o modifica di orario di molte attività commerciali, introduzione del coprifuoco e limitazioni di spostamento tra regioni e stati.

Questi appena elencati sono solo una piccola parte di quanto è stato stabilito dallo stato per contenere il più possibile l’epidemia.

Sintomi da coronavirus – Scopriamone alcuni

Il covid19 può colpire le persone in modi diversi, motivo per il quale individuarlo a primo colpo senza il parere di un dottore è veramente difficile.

I sintomi più comuni prevedono casi di febbre, mal di gola, mal di testa, tosse particolarmente secca, dolori muscolari e senso di stanchezza continuo, che in molti casi permane anche dopo la guarigione.

In alcuni casi sono stati diagnosticati anche casi di congiuntivite, difficoltà nel parlare e del deambulare, dolore al petto, diarrea, eruzioni cutanee e difficoltà respiratorie.

C’è da tenere conto però il fatto che solitamente il virus impiega circa 6 giorni prima di manifestarsi con sintomi ben chiari e che il suo periodo finestra è di circa 14 giorni.

In caso di presenza di sintomi da covid consultare il medico di base è obbligatorio e non dobbiamo mai lasciarci trascinare da responsi “fai-da-te”.

Tamponi nasofaringei e sierologici: facciamo chiarezza

Per rilevare la presenza di covid19 sul mercato è possibile trovare numerosi test, tra quelli più quotati troviamo i tamponi sierologici e quelli nasofaringei.

Il loro scopo è capire chi, prima di un viaggio, una cerimonia o un qualsiasi altro evento potrebbe trasportare il virus del covid fino ad infettare le persone con cui si relaziona.

Il tampone nasofaringeo, è un test che tramite naso e bocca preleva del muco tramite un bastoncino cotonato. Ovviamente per essere fatto è necessario rivolgersi ad operatori specializzati. Il bastoncino viene poi portato il laboratorio ed analizzato per rilevare l’eventuale presenza del virus.

Il test sierologico invece si basa sul prelievo del sangue del paziente e può essere rapido, cioè fatto con una goccia di sangue o quantitativo, tramite classico prelievo. Questi test permettono di scoprire se la persona analizzata ha prodotto gli anticorpi di risposta al virus, consentendo di capire se è mai entrata in contatto con il virus senza però dare riferimenti cronologici certi. La persona positiva al test sierologico quindi potrebbe essere non infetta nel momento del prelievo ma può esserlo stato in passato.

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