Delle undici varianti del nuovo coronavirus sotto osservazione, a preoccupare di più sono cinque. Le più diffuse in tutto il mondo. L’ultima in ordine di tempo è la Epsilon, che secondo la rivista Science è una delle varianti che destano preoccupazione, le cosiddette Voc (Variants of concern). Per ora Epsilon è considerata una variante sotto osservazione e fa parte delle Voi (Variants of Interest). Lo riporta in uno studio Il Sole 24 ore.

Le varianti, inizialmente identificate con il luogo di provenienza, sono state in seguito riclassificate dall’Organizzazione mondiale della sanità utilizzando le lettere dell’alfabeto greco. L’Oms e i Centri per il controllo delle malattie degli Stati Uniti includono nel gruppo delle Vco (Variants of concern) le varianti Alfa, Beta, Gamma e Delta. Ecco le caratteristiche delle varianti e il livello di diffusione.

Sorvegliata speciale è la Delta – B.1.617.2 -, identificata in India, si è rapidamente diffusa in un centinaio di Paesi. Ha una grande efficienza di trasmissione, stimata fra il 50% e il 60% superiore rispetto alla Alfa. É sotto la lente in tutto il mondo perché molti esperti ritengono possa diventare il virus dominante, soppiantando la variante Alfa. Mentre due delle sue ’sorelle’ – B.1.617.2.1 e B.1.617.2.3 – sono molto meno aggressive e appartengono ormai alla famiglia Kappa delle varianti, si guarda con attenzione alla versione AY.1, nata dalla Delta e ancora più efficiente nel diffondersi. In Italia la Delta nell’ultimo mese è svettata dall’1% al 22,7 per cento. È stata sequenziata in 16 regioni: la prevalenza massima risulta in Friuli Venezia Giulia con il 70,6 per cento. Non è stata invece rilevata in Basilicata, Molise, Umbria, Valle d’Aosta e nella provincia autonoma di Trento.

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