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mercoledì, Dicembre 8, 2021
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Emergenza Covid, installata tenda da 20 posti all’esterno del Cardarelli per liberare il pronto soccorso


Emergenza Covid, installata tenda da 20 posti all’esterno del Cardarelli per liberare il pronto soccorso.

Gli uomini della Croce Rossa hanno costruito questa mattina la prima tenda integrativa in Campania per allargare la disponibilità di posti letto di degenza per il Covid
. La struttura è stata costruita nella parte posteriore del pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli a Napoli, in un parcheggio ora liberato, e potrà ospitare 20-25 letti probabilmente a partire da mercoledì, in modo da alleggerire l’obi (Osservazione breve) da pazienti non gravi.

Covid, installata tenda al Cardarelli

«Qui verrannospiega il direttore generale del Cardarelli Giuseppe Longoi soggetti ‘sospetti’, che affollano i pronto soccorso. Il paziente verrà ospitato temporaneamente nella tenda che è una struttura ad alta flessibilità e movimentazione e ci permette di essere veloci nel liberare dalle barelle i pazienti che arrivano. Continuiamo a registrare tra i 150 e i 200 accessi al giorno e questa struttura alleggerisce l’intera complessità del pronto soccorso dandoci la possibilità e il tempo di capire se sono pazienti Covid o non Covid e di definire il percorso assistenziale che sia da ricovero o da assistenza domiciliare o da strutture residenziali se non hanno sintomi».

La tendostruttura sarà gestita dai medici del Cardarelli, è riscaldata e ha pareti di alluminio, pavimento di legno e un tetto del materiale delle tende. La struttura è la prima di un primo lotto di cinque, come spiega Italo Giulivo, direttore generale della protezione civile della Campania e coordinatore dell’Unità di Crisi regionale contro il Covid. (ANSA).

Il primario del Cardarelli: «Turni massacranti nel pronto soccorso»

«Il lavoro al pronto soccorso del Cardarelli in questo momento è massacrante in senso letterale. Abbiamo numerosissimi accessi di pazienti sospetti e positivi. Accogliamo tante persone da zone non territorialmente di competenza del nostro ospedale e non solo delle reti tempo dipendente che sarebbero la nostra competenza. Sappiamo che gli arrivi sono tanti perché i numeri sono enormi». Lo afferma il primario del pronto soccorso dell’Ospedale Cardarelli di Napoli Fiorella Palladino descrivendo la pressione sul suo reparto mentre la Croce Rossa monta la tenda per ampliare l’obi nell’area del parcheggio alle spalle del pronto soccorso.

«Questa strutturaspiegadovrebbe, si spera per un periodo sufficientemente lungo, decongestionare i pazienti che sono meno critici e sono in attesa di diagnostica di definizione o di un’eventuale dimissione a domicilio. Questo è il senso della struttura che stanno allestendo».

«La sofferenza sull’organico è enorme, non ci sono medici, infermieri, operatori e materiali che ci bastino in questo momentocontinua Palladino -. Pensiamo al numero di bombole dell’ossigeno al giorno. Da un consumo medio di trenta ora ne usiamo duecento e non ci bastano, abbiamo preso i bomboloni e non ci bastano. Molte persone che arrivano hanno bisogno di fare ossigeno, è una situazione di estrema criticità. Non ci sono mai uomini e mezzi abbastanza che non ci costringano a rincorrere la situazione. Noi chiediamo sempre più risorse e devo dire che l’ospedale ci fornisce sempre tutto quello che chiediamo, le scorte non mancano. Ma la mole di richiesta fa capire l’emergenza del momento».

Palladino illustra anche le difficoltà all’interno del pronto soccorso

«I percorsi tra Covid e non covid sono separatidicema le difficoltà sono enormi, perché quando il numero di pazienti sospetti supera il numero di pazienti »puliti« diventa una difficoltà in più. Per questo abbiamo dedicato molte postazioni che abitualmente erano dedicati ai pazienti non Covid all’accoglienza di sospetti positivi e abbiamo ridotto l’assistenza in una medicheria più piccola per il resto dei pazienti. Riusciamo però a mantenere il distanziamento e la separazione e abbiamo personale dedicato alle diverse aree, non c’è commistione».

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Alberto Raucci
Alberto Raucci, 27 anni. Dal 2018 collaboro con InterNapoli.it, diventando giornalista pubblicista (e conseguendo quindi il tesserino) nel 2020. Nel corso degli anni ho avuto modo di scrivere anche per AbbìAbbè, giornale online e mensile in carta stampata. Abile nella produzione e nel montaggio video.
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