Rapinatori uccisi a Cuneo, il gioielliere si difende: «La mia vita o la loro»
Rapinatori uccisi a Cuneo, il gioielliere si difende: «La mia vita o la loro»

Dopo la tentata rapina finita nel sangue a Cuneo, con due banditi morti ed un terzo arrestato, Mario Roggero ha parlato ai microfoni del TG1. Il gioielliere di Grinzane Cavour ha raccontato di  non avere rimorsi per quello che è successo. Parole che, indubbiamente, esterna in memoria di quanto è accaduto sei anni fa, quando Roggero si è trovato vittima di una analoga situazione. Alcuni banditi, infatti, lo avevano picchiato e legato insieme a moglie e figlia in occasione di una rapina ai suoi danni.

«Non provo niente. Mi spiace sia successo un fatto così, è molto brutto, ma o io o loro». Queste le parole dell’uomo all’inviato di Rai Uno.

I momenti prima degli spari

«Con la mano destra ho aperto la cassa, con la sinistra il cassetto in cui sapevo che c’era la mia arma – racconta Mario Roggero – e simultaneamente ci siamo trovati uno puntato contro l’altro. Ho dovuto… poi sono scappati».

Riguardo alla rapina di sei anni fa, nel 2015, l’uomo era stato picchiato e imbavagliato. Moglie e figlia, invece, legate e chiuse in bagno. Per riprendersi da quelle ferite, la famiglia aveva avuto bisogno di diverse settimane.

Le parole della figlia del gioielliere di Cuneo

 

“Grazie per la vostra solidarietà, grazie alle persone che dai balconi hanno applaudito mio papà. Ha difeso coraggiosamente mia mamma e mia sorella di fronte a un’arma da fuoco puntata con minacce di morte e di aggressione. Lo scrive su facebook Silvia Roggero. E’ una delle figlie di Mario Roggero che nel pomeriggio di ieri ha sparato ai banditi che tentavano di rapinare la sua gioielleria.

“Grazie per i vostri innumerevoli messaggi e la vostra presenza. Adesso ho bisogno di tutta la vostra energia positiva e il vostro sostegno per me e la mia famiglia. Ho piena fiducia nella giustizia”, ha concluso la giovane.

 

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