Dai murales agli altarini nei vicoli di Napoli, il culto di Maradona che vivrà per sempre

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Altarini e murales per Diego Armando Maradona

Napoli non potrà mai dimenticare Diego Armando Maradona dopo la vittoria dei due scudetti e della Coppa Uefa. Dal trionfo del tricolore al campione argentino sono stati dedicati altarini nei vicoli della città e del centro storico di Napoli, proprio come se fosse un santo, e diversi murales, a lui dedicati, sono stati dipinti nei Quartieri Spagnoli e a San Giovanni a Teduccio.

CALCIO IN LUTTO PER LA MORTE DI DIEGO ARMANDO MARADONA

Diego Armando Maradona è morto. Il miglior giocatore di calcio della storia, due volte campione del mondo e leggenda del calcio. Il campione argentino aveva 60 anni. Secondo quanto riportato dall’autorevole quotidiano argentino Clarìn, Maradona è deceduto oggi, 25 novembre, a seguito di un arresto cardiorespiratorio. Maradona arrivò a Napoli il 5 luglio del 1984 e venne presentato in un gremito stadio San Paolo. Stasera la società ha dato l’ultimo saluto al campione argentino: “Per Sempre 💙 Ciao Diego“. Il Napoli ha cambiato il logo della squadra da azzurro a nero.

“Ci hai portato in cima al mondo. Ci hai reso immensamente felici. Sei stato il più grande di sempre. Grazie per essere esistito, Diego. Ci mancherai per tutta la vita”, ha scritto il Presidente dell’Argentina, Alberto Fernández. Intanto sono stati proclamati tre giorni di lutto Nazionale. “Eternas gracias. Eterno Diego”, questo le parole di cordoglio espresse dal Boca Juniors, la squadra argentina dove ha militato Diego Armando Maradona.

Dalla ‘Mano de Dios’ al trionfo in finale, quando il Pibe de Oro vinse da solo il Mondiale con l’Argentina

Sarà impossibile dimenticare quello che Maradona ha regalato non solo al popolo partenopeo, a cui ha regalato gioie ed emozioni che nessun’altro ha saputo donare. Ma soprattutto dalla sua prima patria, l’Argentina, con cui ha vinto il Mondiale del 1986 ed ha disputato anche la finale di Italia ’90.

In quei momenti, così come tanti altri, si notava l’essenza di Diego Armando Maradona. I gol memorabili, la ‘Mano de Dios’ in Argentina Inghilterra e ancora al gol segnato pochi minuti dopo, quando scartò sei o sette giocatori inglesi prima di ‘condannare’ l’estremo difensore Shilton. Passati i quarti con gli inglesi, toccò al Belgio, per poi arrivare ad affrontare in finale la Germania. Si gioca allo stadio Azteca, in Messico, davanti a circa 115000 spettatori.

L’Argentina passa avanti 2 volte, ma viene rimontata 2-2 dai tedeschi. Diego ha deciso che è arrivato il momento di vincerla la partita, ma non può farlo direttamente perché è letteralmente braccato. Entra in scena la sua infinita classe, ancora oggi mai più vista, che gli permette di trovare un tocco delizioso per Burruchaga, il quale aveva accennato pochi instanti prima uno scatto. Argentina 3 Germania 2 non è altro che la consacrazione dell’Argentina e del numero 10 più forte di tutti i tempi. Diego Armando Maradona entra così tra le leggende del calcio.

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