Dalla realtà alla fiction, la storia di Walter Mallo ha ispirato Sangueblu di ‘Gomorra’

Dalla fiction alla realtà e viceversa. Walter Mallo, il giovane del Don Guanella assolto oggi pomeriggio dal gip Comella, XIV Sez. del tribunale di Napoli (il pm aveva chiesto 8 anni di reclusione per lui difeso dall’avvocato Giovanni Lo Russo) nell’ambito del processo, con rito Abbreviato, che lo vedeva imputato per partecipazione ad associazione camorristica poichè accusato di far parte del clan Genidoni-Esposito, cosca che ha fatto la guerra con i Lo Russo di Miano. Secondo l’accusa Mallo si alleò con l’organizzazione della Sanità per far fuori i Capitoni attraverso stese e raid. Il gip, accogliendo la tesi dell’avvocato Lo Russo, ha assolto Mallo perché il fatto non sussiste. Mallo ha riempito le pagine di cronaca non solo per fatti criminali ma anche perchè, pare, la sua storiia abbia ispirato il personaggio di Sangueblu nella serie tv Gomorra.

Giovane e combattente. Con grande rabbia e orgoglio, Arturo Moselli (il suo vero nome), cerca di conquistare il cuore di Napoli, Forcella. Enzo è un ragazzone biondo, dagli occhi chiari e dalla barba lunga e folta. Il suo aspetto così nordico è indurito e incattivito dai tatuaggi a croce che ne adornano il corpo, posti in bella vista sul collo. Il segno che più lo caratterizza è però la sua barba che, come tradizione napoletana vuole, è all’origine del soprannome che denota Enzo e i suoi seguaci, i talebani.

Altro segno particolare che ha fatto impazzire i fans di Sangue Blu è il suo tatuaggio, le sue tre croci sovrapposte sul suo collo. Ma nella realtà, a chi si ispira Enzo? Il suo personaggio è chiaramente ispirato al giovane ras del Don Guanella Walter Mallo, il 26enne che osò sfidare il potere dei Lo Russo di Miano prima di venire arrestato. Il passato di Mallo pare abbia ispirato gli sceneggiatori: anche il padre del 26enne (come quello di Sangue blu in Gomorra) fu vittima di lupara bianca. In pratica il suo corpo non fu mai ritrovato. «Simm figlie e fantasm» dice Enzucc nella fiction. Stesse considerazioni fatte da Mallo che si era tatuata una lacrima sulla guancia, quelle lacrime per quel padre morto. Per paura che il figlio finisse come il marito la madre di Walter Mallo lo rimporoverò in più di un’occasione come ripreso in alcune famose intercettazioni:«Stanno facendo proprio tarantelle grosse…. Sparano quaggiù…una bambina di quattro anni stavano colpendo….ma che stiamo scherzando!… Manco se fosse uscito pazzo! Ma chi ne ha idea delle stupidaggini che fanno questi qui» queste le parole di Lucia, madre di Walter Mallo, alla signora Addolorata Menna, madre di Vincenzo Danise, un affiliato al gruppo Mallo: «Andate…andate a fare le banche, che prendete quei tre o quattro anni di carcere…ma tu vai contro gente che sta da cinquant’anni qui (cioè i Lo Russo). Così saranno ammazzati» concludeva la madre di Mallo, arrivata addirittura a sperare nell’arresto del proprio figlio, a rischio, appunto, di essere assassinato.