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Dall’amore per la moglie alla paura per i figli, Sal Da Vinci: “Non avevo i soldi per il latte”

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Con “Per sempre sì” Sal Da Vinci ha conquistato il palco del Festival di Sanremo. La canzone è anche una dedica alla moglie Paola, compagna di una vita, presenza costante “nella buona e nella cattiva sorte”.

In una intervista rilasciata a La Repubblica, l’artista ripercorre le tappe più complesse del suo percorso personale e professionale: momenti di crisi, difficoltà economiche, paure profonde vissute lontano dai riflettori. E soprattutto le prove legate alla salute dei figli.

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La malattia dei figli

Non sono stati soltanto gli ostacoli nel mondo dello spettacolo a metterlo alla prova. Sal Da Vinci racconta il dolore vissuto per Annachiara e Francesco: “Quando mia figlia Annachiara è nata con un brutto angioma alla carotide e poi quando mio figlio Francesco si è ammalato di meningite. Io e mia moglie eravamo ragazzini, si è sempre impreparati, ma da giovani è tutto più difficile. Quando Francesco stava male, pregavo la Madonnina del reparto, all’ospedale Santobono: se lo salvi smetto di cantare. Stavo per giurare e mi hanno chiamato per firmare, dovevano fargli la puntura lombare. E Dio lo ha salvato; la dottoressa, non lo scorderò mai, si chiamava Di Grazia”. Parole che restituiscono la fragilità di un padre e la forza di una fede vissuta nel momento più drammatico, tra le corsie dell’Ospedale Santobono.

Le difficoltà e la risalita

Parallelamente, dagli anni Ottanta, l’artista ha cercato di affermarsi come solista tra dischi, teatro e cinema. Un percorso tutt’altro che lineare: “Sono caduto e risalito, ho vissuto periodi in cui non avevo neanche la possibilità di comprare il latte per i miei figli. Ma ho creduto in quello che facevo, mi dicevo: resisti”.

L’amore per Paola

Accanto a lui, sempre Paola Pugliese. Si sono conosciuti da ragazzi e, come racconta con ironia, conquistarla non è stato semplice: “Le ho provate tutte per fare colpo su di lei. Ha un anno in più e, dalle nostre parti, di solito è l’uomo che deve essere più grande. Lei non mi filava, mi chiamò pure ‘criaturo’. Ma io sono testardo”.

Anche il corteggiamento è diventato un aneddoto di famiglia: “Feci amicizia col padre, che possedeva un acquario. Gli portai delle aragostine… fu un disastro con i suoi polipetti. Alla fine, però, lei cedette”.

Si sono sposati nel 1992 e oggi sono genitori di Francesco e Annachiara, oltre che nonni di tre nipoti. “Per sempre sì” è il sigillo su una promessa attraversata dal dolore, dalla perseveranza e da un amore che ha resistito al tempo.

Il neomelodico

Sulle pagine de La Repubblica oggi in edicola, Sal difende la musica neomelodica: “Neomelodico nel senso di carnale, passionale, nuova melodia romantica, in questo senso sì. Ma c’è ancora chi la usa per ghettizzare la musica napoletana. Ho scritto una canzone per Ornella Vanoni, anche lei una neomelodica allora? Ho scritto un intero album con Renato Zero, anche lui un neomelodico”.
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