«Mi devi dare 50mila euro, altrimenti faccio sapere a tutti della tua relazione». Non è letterale ma è il senso di una comunicazione inviata da un giovanissimo genero, appena maggiorenne, alla madre della sua fidanzata.
Il 18enne le aveva chiesto, in sostanza, di sganciare un’ingente somma di denaro in cambio del silenzio. La signora l’anno scorso aveva già pagato 7mila euro affinché il ragazzo di sua figlia non divulgasse informazioni personali.
“Dammi 50mila euro o dico a tutti che hai l’amante”, il ricatto passionale del genero alla suocera
Ma, non contento, il giovane ricattatore nelle scorse settimane aveva alzato la posta di sette volte tanto: 50mila euro per non diffondere chat o immagini compromettenti estratte chissà come dal telefono della suocera, vittima dell’estorsione. A questo punto, la donna ha preso coraggio e denunciato tutto alle forze dell’ordine: «Il mio futuro genero mi ricatta per non divulgare i dettagli di una mia storia personale».
Teatro della vicenda, il Veneto Orientale. I carabinieri organizzano quella che tra gli addetti ai lavori viene definita «cessione controllata». Tradotto, una trappola: un finto scambio di soldi. Sotto precisa indicazione degli inquirenti, la signora mette in scena un incontro per il passaggio di danaro. Al momento della transazione, intervengono i carabinieri e il ragazzo viene arrestato. Le manette sono scattate giovedì scorso, l’udienza di convalida davanti al gip Alberto Scaramuzza si è tenuta lunedì.
Il giovane ha ammesso le proprie responsabilità e il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari. La Procura, adesso, sta indagando su come il giovane abbia avuto accesso ai file sul telefonino della futura suocera, esplorando tutte le interazioni telefoniche e social tra le persone coinvolte e anche l’eventuale ruolo avuto in questa vicenda da persone molto vicine alla vittima. E si farà luce anche sulla serie di immagini o chat che sono state condivise e poi cancellate e che hanno costituito la base dell’estorsione ai danni della donna, sulla quale indaga la pm Monica Guzzardi.
Il ragazzo si trova adesso agli arresti domiciliari. Le indagini di polizia giudiziaria al momento non escludono dal novero neanche le persone più strette della famiglia della vittima.

