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lunedì, Luglio 15, 2024
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Deceduto per shock settico, l’ospedale Cardarelli dovrà risarcire 400mila euro ai familiari

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L’Ospedale Antonio Cardarelli di Napoli è stato condannato a risarcire con oltre 400mila euro i familiari di un uomo di 50 anni, morto a seguito di infezioni contratte durante il ricovero. Ha reso nota la decisione lo Studio Associato Maior, che ha rappresentato la famiglia della vittima in questa battaglia legale.

Due anni fa, l’uomo era ricoverato al Cardarelli per la frattura del femore a causa di una caduta domestica. Dopo l’intervento chirurgico, aveva iniziato la riabilitazione in un centro specializzato. Tuttavia, in breve tempo, le sue condizioni di salute si erano aggravate significativamente, portandolo a un nuovo ricovero presso lo stesso ospedale con sintomi di gravi difficoltà respiratorie, tachicardia e dolori addominali.

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Gli esami clinici avevano rivelato la presenza di multiple infezioni gravi, tra cui Klebsiella Pneumoniae, Acinetobacter Baumannii, Escherichia Coli e Candida Albicans. Queste infezioni avevano causato uno squilibrio sistemico severo, compromettendo fegato e reni, e conducendo infine a uno shock settico e successivamente alla morte per insufficienza cardiaca.

L’Ospedale Antonio Cardarelli responsabile dell’accaduto

Gli avvocati della famiglia hanno ritenuto responsabile dell’accaduto l’ospedale, accusando il personale di non aver adottato tutte le misure igienico-sanitarie necessarie per prevenire le infezioni. L’ospedale Cardarelli non è riuscito a dimostrare il contrario, e il tribunale ha riconosciuto la responsabilità della struttura, stabilendo un risarcimento di oltre 400mila euro a favore dei fratelli e dei nipoti della vittima per la perdita del rapporto parentale e per ulteriori danni.

Questo risultato rappresenta un importante passo avanti nella lotta per la giustizia nei casi di malasanità. Siamo fieri di aver portato avanti questa battaglia e di aver ottenuto un risarcimento equo per la famiglia del nostro assistito“, hanno dichiarato a Napoli FanPage gli avvocati Pierlorenzo Catalano, Michele Francesco Sorrentino e Filippo Castaldo, che si sono avvalsi del supporto legale del dottor Marcello Lorello nel loro ricorso al Tribunale di Napoli.

La vicenda sottolinea ancora una volta la necessità di rigorosi standard igienico-sanitari nelle strutture ospedaliere per prevenire infezioni nosocomiali e garantire la sicurezza dei pazienti.

 

 

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