Donna rapinata a Giugliano, il post-sfogo del marito: “Non siete uomini ma conigli”

Doveva essere una giornata come tante ma è stata una delle più brutte della sua vita per colpa di banditi senza scrupoli che non hanno esitato a minacciarla e rapinarla. Vittima del raid è la moglie del consigliere comunale di Giugliano Francesco Aprovitola. A raccontare il triste episodio è stato proprio il marito con un post-sfogo su Facebook che ha avuto tanti commenti e attestati di solidarietà. Ecco il racconto.

“Oggi ho avuto tanta paura. Per un istante ho temuto il peggio, mi si è fermato il respiro. Ho avuto una fottuta paura per mia moglie. Avere paura è da uomini. Deglutire a fatica è umano. Asciugarti inconsciamente una lacrima è sinonimo di marito e padre innamorato. Voi come cazzo vi sentite?
Siete andati in 3 per terrorizzarla in una rapina oscena, da conigli. Avete camuffato la vostra goffaggine e la vostra paura, ed il vostro lurido volto sotto un casco ed una busta di plastica.
Questo non è da uomini.
La donna che avete brutalmente terrorizzato, è una mamma che si allontanava dal lavoro, per andare a riprendere suo figlio, mio figlio, nostro figlio da scuola. Quella donna è mia moglie. Magari ora siete anche nel mio bar, a bere un caffè diviso in tre e starete ridendo di lei, del suo volto terrorizzato e delle sue grida. Atteggiandovi da cammorristelli di Varcaturo, con un delirio di onnipotenza che vi acceca, perché voi vi sentite forti…nel provocare dolore e paura in una donna, vi sentite uomini, vi sentite divinità prestate alla terra.

Da padre di famiglia non vi augurerei mai nessun tipo di male, ma spero che un giorno nel vostro cammino, e magari su quello stesso incrocio, vi ritroverete di fronte a chi vi indicherà la strada dell’essere uomini. Io quel pianto non lo dimentico, quella voce rotta dal terrore rimbomba ancora nelle mie orecchie. Non lo dimenticherò mai. Ora però sono strafelice, anzi per me oggi è una giornata stupenda, perché la mia giornata si conclude con mia moglie al mio fianco, sul nostro divano, nella nostra casa, mentre osserviamo i nostri figli dormire”.