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mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Dopo Cerberus arriva Gryphon: tutti i sintomi della nuova variante Covid

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Le parole di questi giorni: Covid-19, Cerberus e Gryphon. A SARS-CoV-2 piace cambiare. E omicron, la variante del ceppo originale che ancora stra-domina il panorama epidemiologico mondiale, si fa notare per aver dato origine a una ormai lunga serie di sotto-varianti che sembra facciano a gara a sorpassarsi a vicenda per contagi. Le ultime che hanno attirato l’attenzione di esperti e media sono BQ.1 e XBB, altrimenti note come Cerberus e Gryphon. Appellativi che richiamano inquietanti bestie mitologiche, ma cosa c’è di nuovo? Spoiler: quasi niente

Come già vi avevamo raccontato nelle scorse settimane, l’avanzata di Covid-19 con Cerberus e Gryphon era attesa. Cerberus, in particolare, presenta due mutazioni di interesse sulla proteina spike (K444T e N460K), a cui si aggiunge una terza mutazione in un sito antigenico chiave (R346T) nel sottolignaggio BQ.1.1.

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Le informazioni ufficiali reperibili sui siti dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dello European center for disease prevention and control (Ecdc) sono che, secondo le prove attualmente disponibili, le sottovarianti BQ.1 e XBB non sono molto diverse l’una dall’altra né differiscono in modo così marcato dalle varianti di Sars-Cov-2 da cui derivano. Tuttavia, nel corso del mese di novembre sono emersi dati che fanno ritenere plausibile che entrambe siano più immunoevasive, ossia riescano a superare con più facilità le difese immunitarie delle persone, e che dunque il rischio di reinfezione sia più elevato rispetto alle altre sottovarianti di omicron che stanno circolando.

I nuovi sintomi delle varianti Covid

Questo le rende automaticamente più pericolose? No. Per il momento non ci sono dati che indichino che l’infezione di Cerberus o di Gryphon diano esito a una malattia (Covid-19) più grave o più mortale. Rispetto a quanto avveniva in passato, come le altre versioni di omicron anche BQ.1 e XBB sembra che colpire soprattutto le alte vie respiratorie, con sintomi simil-influenzali. Dapprima congestione nasalemal di gola e forti mal di testa, che possono portare con sé tossedolori muscolari e febbre. In Francia, dove Cerberus sta avanzando rapidamente, tra i sintomi più comuni ci sono anche disturbi intestinali, mentre nei casi più gravi si registrano difficoltà a respirare e alterazione del ritmo cardiaco.

Secondo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’istituto Galeazzi di Milano, intervistato da Repubblica, di questi tempi e con queste sottovarianti è indicato procedere a un tampone di controllo già alle prime avvisaglie di malattia, senza aspettare che la febbre si alzi sopra i 38 gradi centigradi, perché le probabilità che si tratti di Covid-19 sono molto elevate. L’esperto sottolinea come già da tempo non ci si possa basare sulla perdita di gusto e olfatto come segni distintivi di un’infezione da Sars-Cov-2 (questi ormai sono sintomi poco frequenti). In ogni caso – conclude – è un errore considerare Covid-19 come solo un raffreddore: “l’infezione Covid va diagnosticata”.

 

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