C’è attesa per le decisioni del Governo Draghi in merito alle nuove misure di contrasto al covid. L’impennata dei contagi registrata nella giornata di giovedì ha messo in allarme il Cts che sta rivalutando le decisioni in ambiti ‘attenzionati’. Novità per palestre, piscine, cinema e teatri.

Il Cts ha già raccomandato la massima cautela per la ripresa delle attività sportive e dunque anche palestre e piscine continueranno a rimanere chiuse. Si sta valutando la possibilità di autorizzare esclusivamente le lezioni individuali. Restano consentite, anche in zona rossa, le attività individuali e all’aperto. Sempre vietati gli sport di contatto e di squadra, anche se per questi ultimi è possibile in zona gialla e arancione allenarsi singolarmente.

Cinema, teatri e musei: cosa cambia

Cinema e teatri potrebbero riaprire a fine marzo (in concomitanza con la Giornata mondiale del teatro che cade il 27 marzo), secondo quanto indicato dai protocolli depositato ieri al Cts. Previste regole più severe: mascherina obbligatoria sempre, biglietti nominativi prenotati online per consentire il tracciamento, sanificazione al termine di ogni spettacolo, ultima visione entro le 22, ingressi contingentati. Si ipotizza una capienza di un terzo delle sale, anche cinematografiche, fino a un massimo di 500 persone al chiuso e 1.500 all’aperto.

Si sta valutando, inoltre, l’ipotesi di riaprire pure durante il weekend i musei e le mostre permanenti. La richiesta è arrivata dal Ministro della Cultura Dario Franceschini.

Al momento, però, si tratta solo di ipotesi. Nessuna bozza è ancora uscita da palazzo Chigi e gli sviluppi del contagio delle ultime ore potrebbero modificare parzialmente le decisioni pensate per una nuova fase di convivenza col virus.

Intanto, in Gazzetta Ufficiale, è giunto il decreto legge che proroga il divieto di spostamenti tra le Regioni fino al 27 marzo, consentendo comunque “il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione”. Ma le ordinanze regionali o locali che hanno istituito le zone rosse o ‘arancione rafforzato’ vietano questi spostamenti e dunque vanno rispettate perché più restrittive delle norme nazionali. Vista la scelta del governo di prolungare le misure del nuovo Dpcm fino al 6 aprile, è prevedibile che il divieto di spostamenti sia prorogato.

 

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