Due clamorose assoluzioni in aggiunta a cospicui riduzioni di pena rispetto alle richieste del pubblico ministero. Si è concluso il processo a carico dei presunti fornitori di droga della rete che da Napoli portava la droga fino in provincia di Caserta. L’indagine, culminata con oltre venti arresti a luglio dello scorso anno, prese il via dai controlli effettuati dai carabinieri sulle attività di spaccio del gruppo Maravita e dei pusher autonomi di Caserta e consentì di disarticolare i canali di rifornimento della zona. In particolare è emerso come a capo della banda ci fosse Giuseppe Orefice, alias Peppe Acerra, che da un ex club Napoli di San Nicola la Strada, usato come base per dare gli appuntamenti agli acquirenti, aveva intessuto la sua rete di spaccio. Con lui, ai vertici del sodalizio, c’erano Marco Luise e Antonio Scotto, storico narcos della Masseria Cardone di Secondigliano. La droga veniva acquistata nell’area nord di Napoli e poi finiva nelle piazze di San Nicola e San Marco Evangelista dove veniva poi venduta al dettaglio.

Per Antonio Scotto, per suo padre Pasquale e per suo fratello Raffaele il pubblico ministero aveva chiesto 14 anni di reclusione. Pasquale e Raffaele Scotto (difesi insieme ad Antonio dall’esperto avvocato Domenico Dello Iacono) sono stati pienamente assolti. Antonio soltanto ha rimediato otto mesi. Marco Luise invece (sempre difeso dall’avvocato Dello Iacono) di fronte ad una richiesta di 20 anni di carcere ha rimediato invece solo quattro anni.

 

 

 

 

 

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