Erano sfuggiti al blitz, finiscono in cella altri due del gruppo di abbasc’ Miano

Altri due affiliati al gruppo di Abbasc Miano, Giuseppe Falcone e Vincenzo Cangiano, sfuggiti al blitz che la scorsa settimana ha smantellato il gruppo camorristico erede dei Lo Russo, sono finiti in galera. 
Falcone era a capo di una piazza di spaccio giù Miano mentre Cangiano faceva parte della batteria che era alle strette dipendenze di Matteo Balzano e Salvatore Scarpellini. Cangiano è ‘figlio d’arte’ essendo figlio di un ex storico dei Lo Russo. Insieme a Balzano e Scarpellini avrebbero tentato un’estorsione da 20mila euro ad una caffetteria di Villaricca

 

 

D’Errico, Balzano e Scarpellini: un terzetto a capo della nuova camorra di Miano

È attraverso i pizzini che i commercianti di Miano venivano vessati dal nuovo gruppo capeggiato dal triumvirato (a capi c’erano Gianluca D’Errico, Matteo Balzano e Salvatore Scarpellini). È questo il clamoroso retroscena emerso dall’ordinanza di custodia cautelare che questa mattina ha smantellato il gruppo di ‘Abbasc Miano’. Dalle pagine del provvedimento emerge l’esistenza di un accurato sistema criminale che, attraverso i pizzini, permetteva ai membri del gruppo di controllare chi pagava e chi no. Le comunicazioni venivano filtrate anche dal carcere e in tale ambito fondamentale era il ruolo delle donne del gruppo tra cui quello di Maria Trambarulo, moglie di Salvatore Silvestri, vero anello di congiunzione tra il marito detenuto e il resto del neonato gruppo che voleva dominare su tutta Miano.