Gli affari della camorra sulle sagre, in arresto anche il presidente Ascom. Stamattina il personale della Direzione Investigativa Antimafia e del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Trieste eseguiva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di numerosi soggetti legati ad un clan di camorra. L’attività è coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Trieste. Eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di nove persone.

Gli arrestati dovranno rispondere, a vario titolo, di diversi episodi di estorsione aggravata dal metodo mafioso, per avere costretto, con reiterate condotte intimidatorie, numerosi commercianti ambulanti friulani e veneti a non esercitare la propria attività imprenditoriale e per impedire il regolare svolgimento, a Bibione, della manifestazione fieristica estiva I Giovedì del Lido del Sole. In manette è finito anche Giuseppe Morsanuto il presidente dell’Ascom di Bibione San Michele.

L’OBIETTIVO DEL CLAN DI CAMORRA

Lo scopo del clan di camorra era ottenere il diretto controllo delle attività economiche, condizionando così il libero mercato e lo sviluppo economico e sociale della località turistica. Particolarmente significativi alcuni episodi in cui sono state organizzate spedizioni punitive con armi nei confronti di chi non sottostava alla egemonia imposta dal capo del gruppo criminale anche in altre manifestazioni fieristiche del litorale friulano-veneto.

Perquisizioni effettuate dai Reparti territoriali della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, e dei militari dell’8° Reggimento Genio Guastatori di Legnago presso i luoghi nella disponibilità delle persone indagate nelle province di Udine, Venezia e Pordenone.

LE PAROLE DEL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA

“Il mio ringraziamento alla Dia, alla Guardia di Finanza ed alla Dda di Trieste per l’operazione che ha visto decine di arresti per estorsione aggravata dal metodo mafioso nel Veneto orientale e nel Friuli Venezia Giulia”. Lo sostiene il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra dopo gli arresti scattati a Trieste. “Infiltrazioni di camorra in un territorio che si pensava immune e proprio questa convinzione di impermeabilità a certi fenomeni è il grave errore di chi si reputa invulnerabile – aggiunge Morra – Non solo quindi infiltrazione economica, quella silente, ma anche quella della violenza diretta”.

GLI ALTI NOMI DEGLI ARRESTATI

In manette anche quello che gli investigatori ritengono il capo dell’organizzazione, si tratta di Pietro D’Antonio, 60enne nato a Cercola ma residente a Latisana, destinatari del provvedimento anche i figli Renato (27 anni, di Concordia Sagittaria) e Beniamino (39 anni, residente a San Michele al Tagliamento).

Gli altri arrestati, riportati dal Corriere del Veneto, sono Gennaro e Salvatore Carrano, padre e figlio, napoletani trasferitisi da anni in Veneto. Partenopei sono anche Raffaele e Salvatore Biancolino. Il primo trasferì la residenza a San Michele in via Croce del Sud, il secondo la mantenne a Napoli e fa lunghi soggiorni a Bibione. Ultimo destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare Zefferino Pasian, 55 anni, titolare di un’azienda agricola a Concordia.

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