L’episodio che non ha fatto chiudere occhio ai tifosi azzurri si verifica all’11’ del primo tempo di Napoli-Parma, allo stadio Maradona. Lobotka lancia in profondità Mazzocchi, che mette il pallone al centro: in area nasce un flipper di rimpalli che si conclude con la rete di McTominay. L’arbitro Fabbri convalida inizialmente, ma la revisione al Var è lunga e alla fine porta all’annullamento del gol per fuorigioco di Mazzocchi.
Dalla grafica mostrata successivamente si vede il calciatore del Napoli oltre il tacco del piede sinistro del penultimo difensore del Parma di pochissimi millimetri, con la parte del corpo ritenuta “utile” ai fini del fuorigioco appena oltre la linea. Proprio qui nasce la polemica: quale parte del corpo era realmente in fuorigioco?
Osservando le immagini, Mazzocchi appare certamente oltre con il braccio, ma il regolamento è chiaro: il braccio non è una parte del corpo con cui si può segnare. La linea della spalla – che invece rientra tra le parti “utili” – sembra invece in linea con il difensore del Parma. Eppure, il fuorigioco semi-automatico lo giudica irregolare. Perché?
Vediamo cosa dice il regolamento:
“Un calciatore si trova in posizione di fuorigioco se:
– una qualsiasi parte della testa, del corpo o dei piedi è nella metà avversaria del terreno di gioco (esclusa la linea mediana) e
– una qualsiasi parte della testa, del corpo o dei piedi è più vicina alla linea di porta avversaria rispetto sia al pallone sia al penultimo avversario.
Le mani e le braccia di tutti i calciatori, inclusi i portieri, non sono da considerare. Al fine di determinare una posizione di fuorigioco, il limite superiore del braccio coincide con la parte inferiore dell’ascella.”
Dunque, la parte decisiva non è il braccio, ma l’ascella: il punto di confine tra arto superiore e busto, che viene considerato “corpo” e quindi parte utile per segnare. È proprio questa zona che il sistema di fuorigioco automatico avrebbe rilevato in posizione irregolare.
Il problema, però, è evidente: si parla di millimetri e di una parte del corpo la cui individuazione precisa risulta estremamente complessa anche con strumenti tecnologici avanzati. A occhio nudo, e persino dalla grafica televisiva, la spalla di Mazzocchi sembra in linea con il difensore. Se l’ascella fosse davvero quella standard, la posizione apparirebbe regolare e mancherebbero i presupposti per annullare il gol.
Resta quindi una decisione complessa anche secondo il protocollo del fuorigioco automatico e che alimenta il dibattito su quanto sia giusto e comprensibile annullare una rete per frazioni di millimetro basate su punti anatomici difficilmente percepibili. Ancora una volta, il confine tra tecnologia e interpretazione lascia spazio a polemiche e a dubbi legati, letteralmente, ai dettagli del corpo umano. Quello, in questo caso, di Mazzocchi.

