Gomorra e realtà. Le mani della camorra sulle società di vigilanza, davano ‘sicurezza’ come Genny Savatano

Nella terza stagione di Gomorra viene rappresentata l’acquisizione delle società di vigilanza privata da parte della camorra. Dopo aver perso la sua famiglia e tutte le sue attività illecite, Genny Savastano inizia un nuovo traffico di droga. I proventi vengono riciclati attraverso l’acquisto di società legali attraverso alcuni presta-nomi.

Il business viene mostrato nell’undicesima puntata della stagione di Gomorra. Gli uomini del giovane Savastano prima rubano la cassa di una pompa di benzina. Nelle scene seguenti Nicola parla, nell’agenzia appena acquista dal boss secondiglianese, con l’imprenditore derubato. “La vigilanza che avevate prima non era buona, per questo avete subito una rapina. Ma adesso non dovete più preoccuparvi, ci siamo noi”.

Patrizia entra nell’edificio è resta stupita dal nuovo business ma è proprio Genny a tranqulizzarla: “Tutto tenen’ qualcosa che nun vonn’ perdere. Comme ‘e possono proteggere ij, nun ‘e può proteggere nisciun”.

LA REALTÀ

Stamattina nelle province di Caserta, Napoli, Roma e Massa Carrara, i militari del Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Aversa unitamente ai carabinieri del luogo, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia presso il medesimo Tribunale, a carico di quattro persone, indagate a vario titolo per i reati di “traffico di influenze illecite”, “trasferimento fraudolento di valori”, “rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio”, con l’aggravante del metodo mafioso.

Contestualmente è stata data esecuzione a un decreto di sequestro preventivo di beni aziendali e quote sociali della società di vigilanza armata denominata “I Pretoriani S.r.l.”, avente sedi operative a Napoli e Massa Carrara, con contestuale nomina di un amministratore giudiziario. Il provvedimento scaturisce da una più ampia attività investigativa dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Aversa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, e costituisce il prosieguo di un primo segmento di indagine nell’ambito del quale, lo scorso mese di luglio, i militari hanno già eseguito – per i medesimi reati – 6 misure cautelari e sottoposto a sequestro preventivo tre società di vigilanza: la “Roma Security S.r.l.” con sede a Roma, la “NSP Security S.a.s.” di
Villaricca e la “Service & Security” di Giuliano in Campania.

L’indagine, supportata da attività istruttorie ed intercettazioni telefoniche, ha permesso di individuare e documentare le condotte di un gruppo criminale che, eludendo le disposizioni di legge in materia di prevenzione patrimoniale, ha conferito di fatto un ruolo di socio occulto a un soggetto legato alla fazione Bidognetti del “Clan dei Casalesi”, che così si è infiltrato nel settore della vigilanza privata armata nell’area campana, ottenendone il pieno controllo. Gli indagati, nello specifico: – hanno dapprima cercato di ottenere dalla Prefettura di Napoli – attraverso modalità illecite ma senza tuttavia riuscirci – i titoli autorizzativi per l’esercizio della vigilanza armata per la società “Roma Security”; successivamente, hanno cercato di eludere i controlli, attraverso un fittizio e formale contratto di fitto di ramo d’azienda della “I Pretoriani S.r.l.” in favore della “Roma Security S.r.l.”, occultando il ruolo di socio di fatto della richiamata figura camorristica.

I militari, oltre ad aver sequestrato preventivamente i beni aziendali e le quote sociali della società “I Pretoriani”, hanno sottoposto a misura cautelare:
– Enrico Verso, cl. 1963, già detenuto, associato al carcere;
– D’Abbronzo Antonio cl. 1972 e Verdone Carlo cl. 1960, arresti domiciliari;
– Barbieri Alessandro, cl. 1949, amministratore unico della società “I Pretoriani S.r.l.”, divieto di ritorno in Campania.