HomeCronaca«I Lo Russo 'registi' della faida interna ai Licciardi», le parole del...

«I Lo Russo ‘registi’ della faida interna ai Licciardi», le parole del pentito

PUBBLICITÀ

Una situazione da doppiogiochisti che li ha avvantaggiati rispetto a due gruppi autoctoni di Secondigliano. Ne è convinto il collaboratore di giustizia Antonio Accurso nello spiegare in dettaglio come i Lo Russo fossero implicati nei contrasti tra i Licciardi della Masseria Cardone e i Sacco-Bocchetti di San Pietro a Patierno. «Poco dopo gli arresti sono stato promotore di un incontro chiarificatore tra i Licciardi ed i Lo Russo, in qualche modo collegato a questi arresti perché si venne a creare uno squilibrio tra i Licciardi edi Lo Russo nel senso che mentre affiliati importanti dei Lo Russo erano stati arrestati molti dei Licciardi, erano stati scarcerati e questi ultimi iniziarono e fare pretese in danno dei Lo Russo. In particolare sirivolse a me Paoluccio Abbatiello dicendomi che volevano sistemare gli accordi con i LoRusso in quanto non gli andava bene di ricevere solo mille euro a settimana dai proventi delle estorsioni del mercatino rionale del Don Guanella e volevano rinegoziare gli accordi anche in materia di piazze di spaccio. Parlai con Salvatore Silvestri a Miano alla presenza di Ettore Bosti, Gennaro Palumbo ed Enzo fratello diLellè. In questa occasione parlammo anche dell’omicidio di Raffone e del malcontento di Ettore Bosti». Ma c’è ancora un altromotivo scatenante. I Licciardi avrebbero avuto il dente avvelenato contro i Lo Russo perché durante la scissione dei Sacco-Bocchetti avrebbero finanziato questi ultimi. «I Lo Russo for-nirono soldi e uomini per farela guerra alla Masseria Cardone» ha spiegato ai magistrati Accurso.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ