Gessica Notaro
Gessica Notaro

Una rinascita per Gessica Notaro, che dopo l’aggressione con l’acido subita a gennaio del 2017 si sta sottoponendo a una serie di interventi con cui si sta lentamente riappropriandosi del suo viso: “Mi godo la vitaha raccontato –  e quando mi guardo allo specchio mi piaccio”.

LA NUOVA VITA DI GESSICA NOTARO

Il percorso intrapreso da Gessica Notaro non è certo breve, ma ha già dato i suo risultati: “Sto bene, molto beneha spiegato in un’intervista a “Fanpage.it” –  Certo, le ferite ora sono aperte. Ovviamente ho la carne viva, è normale. Nell’operazione laser, il dottor Brunelli è andato a scolpire quella maschera che porto da quattro anni, per far riemergere il mio viso, che è rimasto intrappolato sotto. Ho visto ricomparire la mia narice destra ed è bellissimo, è una grande soddisfazione. Il 13 aprile il dottore opererà sul contorno della bocca, dove ho delle cicatrici. Sarà pazzesco. Poi occorrerà intervenire sulla narice sinistra, sulle palpebre, dovrò fare il trapianto di cornea. Di lavoro ce n’è, ma francamente non ci penso. Io mi godo la vita e quando mi guardo allo specchio mi piaccio”.

Sul social Gessica Notaro ha anche pubblicato un video in cui mostra la sofferenza patita per via dell’intervento: “All’inizio erano tutti dalla mia parte. La giungla dei social network vuole vedere il sangue e finché c’è il sangue sei ammirato da tutti. Quando inizi a stare bene è come se la gente iniziasse a dimenticarsi tutto quello che hai passato. Ho visto tanta cattiveria sui miei social. Mi dicono ‘ringrazia chi ti ha tirato l’acido, perché sei diventata famosa’ oppure ‘Grazie all’acido adesso mostri il fondoschiena in tv’. Delle cose allucinanti. Ho voluto ricordare a queste persone che è vero che anziché chiudermi in casa, ho preferito fare qualcosa che mi facesse stare bene. Però, a che prezzo? Questo la gente deve averlo ben chiaro nella testa. Ma il punto per me più importante è un altro. Mi seguono molte donne che hanno vissuto o stanno vivendo situazioni molto delicate, di abusi, violenze fisiche o psicologiche. Vorrei che, guardando quelle immagini, si fermassero a pensare ‘se la cosa viene presa sottogamba può finire in questo modo’. Mi interessa fare scattare questa molla. In un attimo può succedere una catastrofe, evitiamolo”.

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